Elezioni comunali 2021

Albertini non si candida a sindaco di Milano

Albertini si sfila dalla corsa a sindaco: "Motivi personali"

Gabriele Albertini - Foto Ansa

Gabriele Albertini dice no. L'ex primo cittadino di Milano, proprio nel giorno in cui - nel 1997 - per la prima volta aveva giurato da sindaco meneghino, ha deciso di rifiutare l'offerta del centrodestra e di non scendere in campo per sfidare Beppe Sala alle prossime comunali. 

Ad annunciarlo, alle 12 in punto di sabato, come da promessa, è stato lui stesso con una lettera rivolta ai milanesi. "In questo giorno a me caro, che coincide con la data in cui nel 1997 ho giurato da sindaco per la prima volta, mi rivolgo ai concittadini milanesi, agli amici e sostenitori, ai leader del centro-destra: Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi, al quale rivolgo con affetto un augurio di pronta guarigione".

"Ragioni personali"

"Vi devo una risposta dopo settimane in cui ho sentito l’affetto e il sostegno di voi tutti. Alcuni sondaggi m’avevano indicato come possibile candidato vincente nella imminente consultazione elettorale per la scelta del sindaco di Milano. Purtroppo devo comunicare che per un insieme di ragioni personali non posso accettare questa generosa opportunità offertami", le parole di Albertini, protagonista di un lungo tira e molla.

"Né voglio mantenere questa incertezza che potrebbe danneggiare il corso della campagna. Desidero però ribadire tre elementi già espressi. In primis la mia disponibilità nel corso della futura campagna ad accompagnare il candidato sindaco, sia nei contenuti, sia nella definizione e nella partecipazione ad una lista civica, fattore, secondo me, fondamentale per la vittoria elettorale. In secondo luogo ritengo che, per le sfide che aspettano Milano, il candidato o la candidata debba essere giovane - il 15 maggio 1997 avevo 46 anni -, rappresentare le categorie produttive in vista della imminente ripresa, e conoscere tutte le realtà di questa multiforme ed articolata città, anche quelle rese più fragili dalla pandemia. Anche la squadra dovrà essere attentamente scelta, ma anche competente, laboriosa, adeguatamente bilanciata tra i generi", ha proseguito l'ex sindaco, che tra l'altro - nel giorno del suo primo rifiuto - aveva detto che in caso di vittoria avrebbe voluto Beppe Sala come vice.

E ancora: "Infine intendo ribadire un concetto a mio modo di riflettere fondamentale. Il governo guidato da Mario Draghi si appresta a varare una serie di misure che assicureranno all’Italia risorse europee per 209 miliardi per la ripresa dopo l’emergenza sanitaria. In virtù di questo anche Milano riceverà una disponibilità ingente di risorse, circa 18 miliardi di euro. Ebbene, ritengo che queste risorse eccezionali debbano essere gestite da una amministrazione eccezionale, ovvero una vasta coalizione di forze politiche e produttive, responsabili e volenterose. A questo punto - ha concluso Albertini - nel ringraziarvi ancora, ed in un momento di forzoso distanziamento, mando un abbraccio virtuale a tutti".

Albertini, a lungo corteggiato dal centrodestra e che per giorni aveva lasciato un alone di incertezza sulla sua candidatura o meno, non correrà quindi per la poltrona più importante di palazzo Marino. Anche se, come ha sottolineato lui stesso, è probabile che sarà presente in una lista civica collegata al candidato della coalizione. Un candidato che adesso va trovato. 

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