Elezioni comunali 2021

Il centrodestra non riesce a scegliere chi candidare a sindaco. Tutte le tappe

Tra rifiuti, papabili parcheggiati, telenovele, nomi che non convincono tutta la coalizione. Fino ai continui rinvii di settimana in settimana

Da otto, nove mesi il centrodestra cerca il candidato sindaco per le elezioni del 2021 a Milano e, da altrettanto tempo, non riesce a quadrare il cerchio. Si fanno nomi che poi vengono accantonati, si continuano a citare persone che in realtà sono sempre state ben lontane dalla pole position e sono servite, forse, soltanto a mostrare che c'è un interesse verso il centrodestra da parte della società civile. Ma di rinvio in rinvio la coalizione appare impantanata.

E' vero, come dice sempre Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia, che, alla fine, il centrodestra sarà ovunque compatto con un nome solo per ogni città, mentre dall'altra parte Pd e 5 Stelle a volte saranno alleati e a volte divisi. Sta di fatto che è già una mezza sconfitta non essere riusciti a definire un nome univoco in così tanto tempo a Milano, la città dove Lega e Forza Italia sono nate e hanno mietuto successi elettorali per anni e anni di fila. Si dirà: il nome non è la cosa più importante. Vero, anche se non è nemmeno la meno importante. Conta anche avere idee per Milano, esprimerle, e la squadra. Ma non si sono finora viste nemmeno queste cose. Anche perché, solitamente, prima si annuncia il candidato sindaco e poi, a cascata, si fa tutto il resto. La cronistoria merita comunque di essere ricostruita nelle sue tappe essenziali, trascurando di citare i nomi che non hanno mai avuto grandi possibilità.

Settembre 2020: «Scegliamo in autunno»

21 settembre 2020, Salvini: «Il candidato sindaco di centrodestra sarà scelto entro autunno». All'epoca si pensava ancora che le elezioni si sarebbero tenute a giugno 2021, come da scadenza naturale, mentre poi sono state rinviate in autunno 2021 per l'epidemia covid. Ma è più o meno da quell'epoca che Lega, Fratelli d'Italia, Forza Italia e Noi con l'Italia stanno decidendo chi candidare a sindaco di Milano per tentare di strappare la poltrona all'uscente Beppe Sala (che, finora, nei sondaggi risulta quasi sempre in testa). 

21 ottobre 2020. Tra i vari nomi di cui si parla spunta, un po' a sorpresa, l'oncologo Paolo Veronesi, figlio di Umberto, noto al grande pubblico perché non è solo scienziato ma anche un divulgatore. Molto probabilmente è la figura migliore che sia uscita dal cilindro del centrodestra, almeno fino ad ora, per il mix tra capacità dimostrate a livello professionale (direttore di oncologia senologica, docente universitario, duecento pubblicazioni all'attivo, la guida della Fondazione Veronesi, i libri divulgativi per il grande pubblico) e notorietà (che un po' è utile alla causa della candidatura). Un po' a sorpresa, perché la famiglia Veronesi è associata di più alla sinistra milanese. Comunque nulla da fare: Veronesi ci pensa un po' e poi dice che vorrebbe continuare a lavorare, cosa impossibile facendo il sindaco (di Milano, oltretutto).

Il primo sì: Roberto Rasia

1 gennaio 2021. Il manager del gruppo Pellegrini, Roberto Rasia dal Polo, "corteggiato" da Salvini, dà la sua disponibilità. E' il primo a farlo. La sua "stella" non durerà a lungo: mai ufficialmente ritiratosi, è però oggi chiaramente fuori gioco. In questi mesi soltanto la Lega, per un po', ha continuato a sostenerlo, mentre Fi e Fdi non lo hanno fatto. Contemporaneamente prende quota l'ipotesi del politico Maurizio Lupi, leader di Noi con l'Italia, fedelissimo del centrodestra, già consigliere e assessore a Milano. Su di lui pesa il no della Lega. Iniziano anche ad affacciarsi i vari schemi incrociati che riguardano altre città al voto: Roma, Torino, Napoli, Bologna.

Il centrodestra capisce che i tempi stanno iniziando a stringere. Nel frattempo Sala ha già dichiarato da tempo di ricandidarsi. E così Salvini inizia a corteggiare l'ex sindaco Gabriele Albertini, forte di un sondaggio che lo vedrebbe testa a testa col sindaco uscente. Inizia la telenovela che tutti sappiamo: Albertini dice di no, poi Salvini insiste, allora dice di nì, dice che aspetta che tutti i partiti dicano di sì; i partiti danno il loro consenso e, alla fine, arriva il secondo no. E' il 15 maggio. Albertini stesso suggerisce l'alternativa: Fabio Minoli, ex deputato di Forza Italia, ora manager di Bayer. Lui ci sta, ma i partiti di centrodestra sono freddi.

Dopo la telenovela Albertini

Inizio giugno: si fa accesa la "guerra" tra Lega (in discesa) e Fratelli d'Italia (in salita) per la leadership nazionale della coalizione. Si infiamma anche il confronto su Roma, collegato con quello su Milano dove, intanto, tra i possibili candidati si affaccia Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia. Salvini dice che il primo giugno avrebbe tirato fuori «un nome segreto» ma non accade nulla: «Non mi ha ancora dato la disponibilità», spiega il leader leghista. Questione rimandata di qualche giorno: il nome è quello del manager di Mediolanum Oscar di Montigny e, nel frattempo, piomba una tegola sulla Racca: indagata dalla procura di Torino per presunte fake news diffuse ad arte contro un suo rivale in Federfarma.

Gli ultimi rinvii

7 giugno 2021. Il coordinatore di Forza Italia Antonio Tajani assicura che, l'8, il centrodestra avrebbe scelto il candidato sindaco di Milano. 9 giugno 2021. Salvini: «Ci siamo riconvocati per settimana prossima e sceglieremo i candidati di Milano e Bologna». Forza Italia e Fratelli d'Italia sembrano puntare su Lupi, la Lega insiste per un civico, fa discutere anche l'ipotesi di Albertini come vice del designato (c'è chi, dopo il tiritera del "no-forse-sì-no", non vuol più sentirlo nominare).

14 giugno 2021. Giorgia Meloni: «Decidiamo questa settimana il candidato sindaco». 16 giugno 2021: scelta ancora rinviata di una settimana. Sarà la volta buona? Tutte le settimane sembra che la settimana "buona" sia la prossima. In lizza al momento? In due: Maurizio Lupi se viene scelto un politico, Oscar di Montigny se si preferisce un civico. Ma nessuno dei due piace a tutta la coalizione.

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