Elezioni comunali 2021

Luca Bernardo, il "medico manager" e Milano che "è molto malata”

Il candidato sindaco del centrodestra: "Milano malata, ci vuole un medico che la curi"

Lui che è un medico, ha detto di sapere come si fa. Luca Bernardo, candidato sindaco del centrodestra alle prossime elezioni comunali di Milano e primario del reparto di pediatria del Fatebenefratelli, promette di avere la ricetta per "curare" il capoluogo lombardo. 

Nel corso di una lunga intervista al programma "Aria pulita" di 7Gold, il dottore 54enne ha garantito di essere pronto e di avere già tante idee per il futuro. “Milano è molto ammalata, ha tante malattie e credo che ci voglia un medico che la curi, un medico che è anche manager perché io faccio anche gestione, organizzazione, perché i soldi non li spreco e devo utilizzarli benissimo. Io non vi dico farò ma faremo insieme e se vinco il comune sarà aperto, a disposizione. Se non dovessi vincere torno a fare il medico", le sue parole. 

E ancora: “Medico si è per sempre, è ovvio che la scelta l’ho fatta, qualora gli elettori decidessero che il sindaco possa essere Bernardo, Bernardo c’è. Quando uno è un uomo fortunato come me, con una bella famiglia, un bel lavoro, un ruolo importante che mi ha permesso di aiutare sempre le persone, credo sia un debito da ripagare con gli altri e mettersi al servizio, come è stato nel pubblico da medico, ma oggi e domani con una carica importantissima che può far rilanciare e rinascere e riaccendere Milano: io ci sono”. 

Il tema sicurezza per Bernardo 

Quindi il candidato sindaco del centrodestra è tornato su un tema a lui molto caro, che ha già causato le prime scintille con Beppe Sala, sindaco uscente e ricandidato. "Non dormirò la notte finché non risolveremo il problema sicurezza", ha ribadito Bernardo, attaccando che Milano “è una delle città più pericolose d’Italia, con criminalità, fortini vari di spaccio, zone spente e anziani, uomini e donne, che non possono uscire la sera d’estate perché sequestrati in casa. Questo lo conosco io - ha continuato -, lo conoscono i cittadini ed è la Milano che non vogliamo più vedere, per questo dico riaccendiamola, e non solo con un sorriso”.

Poi un'altra staffilata al primo cittadino: "Durante il covid gli agenti della polizia locale sono stati tenuti in ferie e in smartworking quando invece volevano andare per strada stando vicini ai cittadini. Per combattere “la percezione di insicurezza, che c’è in centro e in periferia ed è la peggiore, bisogna ad esempio aumentare gli uomini della polizia locale. Non possono però comparire stranamente cinquecento nuovi agenti ad ottobre quando si vota” ha evidenziato, bollando dunque come elettoralistico l’annuncio delle prossime assunzioni fatto dal sindaco Giuseppe Sala lo scorso fine settimana. “E poi ce ne vogliono molti di più di agenti - ha continuato il candidato del centrodestra - e hanno anche bisogno di innovazione e tecnologia, sennò come fanno a controllare il territorio?”.

"Prima gli italiani?"

In conclusione, rispondendo alla domanda di un telespettatore, Bernardo ha fatto un cenno a un tema tanto caro alla Lega, partito che lo sostiene. "Prima gli italiani? Milano è inclusiva, non fa differenza di colore o di etnia ma su chi ha bisogno di non essere solo, chi va aiutato, chi è abbandonato, chi è sequestrato in casa perché non può uscire a una determinata ora e la spesa deve farla la mattina o il pomeriggio perché dopo i quartieri rimangono in mano agli spacciatori e ai delinquenti e alla criminalità". 

"Lì bisogna fare la differenza. È vero che io non vivo in periferia ma sono 20 anni che vado nelle periferie da medico e - ha concluso - non faccio differenza tra centro e periferia perché i problemi si guardano per la città e dobbiamo aiutare tutti”.

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