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Maran e la lunghissima corsa verso la conquista della Regione

Sala ha detto che si dovrà cercare un ruolo per lui. Che, forse, punta alla presidenza della Regione nel 2023: ne parla spesso, dicendo che si può sfidare il centrodestra e conquistare il Pirellone

Anna Scavuzzo sì, Pierfrancesco Maran probabilmente no. E' questa la prima impressione, a caldo, sulla nuova giunta di Beppe Sala dopo la conferenza stampa di martedì mattina del sindaco appena riconfermato dalle urne, con il 57% al primo turno. Se le parole hanno un peso, quelle di Sala sono state abbastanza chiare: ha voluto riconfermare, davanti ai giornalisti, il ruolo di Scavuzzo come vice sindaca, anche se non si sa ancora quali deleghe le saranno assegnate. Mentre sul recordman di preferenze (più di novemila, il candidato più votato a Milano) ha accennato a un "ruolo diverso" per l'assessore uscente all'urbanistica. "Vuole avere un futuro politico", ha affermato Sala, "bisognerà trovare un modo per cui lui continui ad essere centrale nella politica ma magari con formule di discontinuità".

Il sindaco aveva fatto capire che non avrebbe riconfermato gli assessori con già dieci anni di giunta alle spalle. Questo significa che non avrebbero un posto né Maran né Marco Granelli; diverso il caso di Scavuzzo che, con il sindaco Giuiiano Pisapia, è entrata in giunta a metà mandato e quindi non ha alle spalle dieci anni pieni. 

Tornando a Maran, le parole del sindaco prefigurano un ruolo di primo piano ma fuori dalla giunta. Potrebbe fare il presidente del consiglio comunale? Non sarebbe un incarico dal peso politico molto forte ma un'investitura istituzionale per prepararlo a qualcos'altro. L'attuale titolare dell'urbanistica, nel 2021, stava per essere messo a capo del Dipartimento per le opere pubbliche, le risorse umane e strumentali del Ministero dei Trasporti, ma la Lega gli ha sbarrato la strada. 

2023: il voto alle politiche e alle regionali

Nel 2023, però, si vota nuovamente per due tornate molto importanti: le elezioni politiche e, in Lombardia, quelle regionali. Maran potrebbe puntare a farsi eleggere in Parlamento, per poi magari partecipare al 'toto ministri' in caso di governo con la partecipazione del Partito democratico. Oppure potrebbe preferire il Pirellone, che nel Pd viene considerato contendibile per la prima volta dopo tanti anni, salvo trovare il candidato 'giusto' per la presidenza della Regione. Gli ultimi tentativi non sono andati molto bene, con l'avvocato Umberto Ambrosoli e il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, ma il vento politico non spirava a favore del Pd. Nel 2023 potrebbe essere diverso. E, magari, Maran punta proprio a quello: a contendere a Fontana la poltrona di governatore.

D'altra parte, durante la sua campagna per le comunali, l'ex 'ragazzo prodigio' del Partito democratico ha parlato spesso di temi che dipendono dalla Regione (case popolari, trasporti ferroviari e sanità), affermando apertamente che il centrodestra va sfidato su quello. E, il giorno dopo le comunali, ha ribadito il concetto, dicendo che "con questi numeri possiamo puntare a conquistare la Regione". Probabilmente si prepara a farlo in prima persona. Una possibilità a cui è ancor più facile pensare, se si considerano gli eventi organizzati da Maran per la sua campagna, compreso uno spettacolo con Antonio Albanese. Momenti che sembrano più dimensionati per una proiezione in Regione che per Palazzo Marino.

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