Elezioni comunali 2021

I Radicali avranno una lista alle comunali del 2021 e propongono il 'sindaco della notte'

La presentazione del simbolo con Beppe Sala

L'ottava lista a sostegno di Beppe Sala per le elezioni di autunno 2021 (ormai sembra quasi certo che il primo turno si terrà il 3-4 ottobre) richiama la tradizione radicale e si chiama "La Milano radicale con Sala". E' stata presentata venerdì 30 luglio in piazza Cordusio dall'assessore alla partecipazione Lorenzo Lipparini, che la guiderà, e dal sindaco. Presenti diversi candidati della lista. Il simbolo richiama la 'tradizione' del giallo, che era stata abbandonata nel 2016 e torna come 'marchio di fabbrica'. Ma (tiene a precisare Lipparini) "non è la lista 'di' Radicali Italiani". 

Sul piatto quattro proposte di politica cittadina: il 'sindaco della notte', l'elezione diretta del sindaco della Città metropolitana, la città antiproibizionista (con un nuovo approccio alle politiche urbane sulle droghe pesanti) e iniziative di 'drug checking' per la riduzione del danno sul consumo di sostanze stupefacenti. 

Le liste a sostegno di Sala sono così otto. Sei sono d'ispirazione più politica: Partito Democratico, Europa Verde-Verdi, Volt, Milano Unita - La Sinistra per Sala, Lavoriamo per Milano - Riformisti e, appunto, Milano Radicale con Sala. Due sono d'impronta maggiormente civica: Lista Beppe Sala Sindaco e Milano in Salute.

Il 'sindaco della notte'

Sala ha aperto sulla prima delle proposte, quella del 'sindaco della notte': "Può starci - ha detto il sindaco - ma bisogna farlo bene e non per immagine. Oltre alla giunta e al consiglio, ci sono altre figure" che possono essere nominate dal primo cittadino, "come i garanti e i comitati: il 'sindaco della notte' potrebbe essere una di queste". Nella proposta dei radicali, il 'sindaco della notte' dovrebbe coordinare lo sviluppo dell'economia dello spettacolo e della cultura, con attenzione agli spazi nei quartieri della città.

"I radicali hanno una storia vera e concreta"

"I radicali - ha aggiunto Sala - rappresentano un 'marchio storico' della politica italiana, un partito che riporta ad una storia vera e concreta: qui non c’è improvvisazione, ma una lunga tradizione". Il sindaco si è detto "contento di questa decisione. Mi candido per una Milano che continui ad essere inclusiva, verde, aperta e internazionale, e che cerchi di essere pragmatica nella ricerca di soluzioni per il futuro. Non potrei mai accettare qualcuno che, alla ricerca di voti e di consenso, non sposi questa visione".

Sala ha concluso affermando di avere "voluto fin da subito una lista radicale" ma di non aspettarsela fino a pochi giorni fa, "con un loro simbolo che mi riporta a tante pagine positive della nostra Repubblica. Come ho già detto in passato, per un periodo della mia vita ho votato per il Partito Radicale. Spero che tanti milanesi, nella difficoltà a scegliere un partito, si ricordino di quanta verità possiamo trovare nella storia dei radicali".

I primi candidati

Tra i candidati nella lista, oltre a Lipparini, ci saranno la segretaria dell'Associazione Enzo Tortora, Federica Valcauda, la tesoriera di Radicali Italiani, Giulia Crivellini, e poi Antonia Monopoli, Marianna Vintiadis, Marcello Pitta, Andrea Sanvito, Federica Oneda, Nancy Pederzani e Nicola Morawetz. Alla presentazione ha partecipato anche Michele Usuelli, consigliere regionale. "Non servono molte parole - ha dichiarato Lipparini - per raccontare chi siamo: quelli dei diritti, della democrazia e dello stato di diritto. Della cittadinanza attiva e della partecipazione. Il nostro metodo è quello dell'iniziativa popolare dal basso, le nostre proposte sono soluzioni di governo alle urgenze di questo momento storico. Abbiamo dimostrato di saper innovare la democrazia e la cultura amministrativa attraverso nuove procedure come nel regolamento beni comuni e quello partecipazione. Abbiamo introdotto strumenti come il geoportale e i cruscotti per la consultazione dei dati aperti. Ora dobbiamo diffonderne la pratica e l'uso, dobbiamo conquistare nuovi spazi per cambiare il modo di amministrare mettendo il cittadino al centro".

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