Milano Unita: la lista di sinistra che appoggerà Sala nel 2021

Raccoglie l'eredità di Sinistra x Milano ma in senso più civico. L'ispirazione arriva da Paolo Limonta, assessore all'edilizia scolastica

Beppe Sala e Paolo Limonta

Nasce Milano Unita, non ancora ufficialmente una lista ma un "percorso per lavorare a una lista unitaria" di sinistra che affiancherà il Pd e gli altri alleati di centrosinistra a sostegno del sindaco di Milano Beppe Sala, che da poco ha annunciato la ricandidaura nel 2021. Un "progetto civico ecologista e di sinistra", come si autodefinisce, ispirato soprattutto da Paolo Limonta, assessore all'edilizia scolastica.

Raccoglierà quindi l'eredità di Sinistra x Milano, la lista "gemella" che si era presentata nel 2016 e che ora sostiene questo percorso insieme ad altri movimenti e partiti come Sinistra Italiana, E' Viva e Articolo Uno.

Transizione ecologica, lotta alle diseguaglianze, accessibilità all'assistenza sanitaria, giustizia sociale sono i cardini principali attorno a cui ruota il progetto, di cui per il momento non fanno parte i Verdi, da quasi un anno in "rotta" con Sala con il quale tuttavia hanno appena avviato un confronto. Il movimento ecologista, infatti, sull'onda dei recenti successi "verdi" in Francia e in altri Paesi europei, è intenzionato a presentare comunque una lista con il suo simbolo.

A loro fa appello Francesco Laforgia, senatore di Liberi e Uguali e fondatore di E' Viva: "Milano Unita è un processo aperto e chiunque agisce sul terreno di sensibilità rispetto alla questione sociale e quella ambientale ha l'obbligo di incrociare storie e percorsi. Lo dico pensando ai Verdi, oggi non c’è bisogno di bandierine, ma di un processo di accumulazione di forze. Siamo pronti al dialogo".

Tutela della salute e città multiculturale

"Con la drammatica evidenza del fallimento del modello di sanità regionale - dichiara invece Paolo Limonta - è ancor più impellente la centralità dell’amministrazione cittadina nella tutela della salute e nella promozione di forme capillari di accessibilità all'assistenza sanitaria e alle cure mediche, partendo dal progetto delle Case della salute. Riteniamo, infine, essenziale riaffermare il ruolo costituzionale di vero ascensore sociale della scuola pubblica e contrastare la dispersione scolastica, l'abbandono e la povertà educativa e culturale. Il contrasto alle disuguaglianze economiche e sociali parte dalla scuola, perché è dalla formazione che si deve cominciare a progettare il futuro di una città compiutamente multiculturale".

"Pensiamo - aggiunge Rahel Sereke, attivistta antirazzista - che la città di Milano abbia bisogno di una rivoluzione, e non per tornare quello che era, desiderabile, forse, ma accessibile a pochi e a costi spesso insostenibili, dagli affitti ai trasporti pubblici, ai servizi di cura alla persona e per l'infanzia, che se carenti ricadono immancabilmente sulle donne. Le sfide sono tante e vogliamo accogliere il contributo di tutte e tutti coloro che si battono per una società più giusta a partire dalla loro città, a partire dalla prima iniziativa pubblica a fine gennaio".

Solidarietà e aiuto a chi è rimasto indietro

“Una società diventa più giusta - afferma Elena Castellani, attivista per i diritti civili - solo se riesce a farsi contaminare da quell’idea del vivere insieme più solidale, dove abitare significa anche integrazione tra diversi mondi e differenti sensibilità. Beppe Sala ha parlato di rivoluzione. Bene, e allora facciamola questa rivoluzione. E che sia una rivoluzione che porti benefici a quella parte di città che mai come in questo momento sta soffrendo per la mancanza di bisogni primari. Ma facciamo anche la rivoluzione culturale, quella contro gli egoismi e gli individualismi, contro i razzismi di vario genere, contro la paura delle diversità".

“La situazione pandemica ancora in corso - dichiara Tiziana Confalonieri, formatrice teatrale - ha reso inequivocabile ciò che a molti di noi era chiaro da tempo: la Milano che è cresciuta negli ultimi anni è diventata, sì, una città attrattiva, la città della moda, dei grandi eventi, delle grandi mostre, appetibile per i turisti, ma al tempo stesso ha generato una città a due velocità, frammentaria, fatta di intere parti della popolazione milanese che sono rimaste indietro, ai margini. E la forbice tra queste due Milano è diventata insostenibile con gli effetti del Covid. Ora non si può più aspettare o posticipare. Ora bisogna cambiare per una città unita".

Bilancio ambientale e riconversione ecologica

"L’anno scorso è stata dichiarata l'emergenza climatica - conclude Jonathan Chiesa, attivista ambientalista - ora la città deve dar seguito a questa promessa con investimenti e un impegno concreto come il bilancio ambientale per praticare una riconversione ecologica completa. Milano deve essere più europea, prendendo spunto dalle migliori esperienze: tetto agli affitti, come ha fatto Berlino, lotta al lavoro gratuito o povero, camuffato spesso da stage, la definizione di un vero welfare cittadino. Creiamo una città attrattiva non solo per i consumi, ma valorizzando gli spazi sociali e culturali in tutti i municipi e nelle periferie, spesso tirate in causa a sproposito".

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