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Elezioni a Milano, siglata la pace tra Sala e i Verdi: ci saranno anche loro in coalizione

Il sindaco: «E' il momento di lavorare insieme». Archiviate le "ruggini"

Il disgelo era noto: l'avvio del dialogo era stato annunciato il 21 dicembre con un primo incontro tra i vertici milanesi dei Verdi e il sindaco uscente (e ricandidato) Beppe Sala, dopo mesi difficili e accuse anche molto dure (e reciproche). Ora è il sindaco ad anticipare la "svolta", nel mezzo di una lunga intervista a Repubblica il cui tema principale era il rimpasto in Regione con l'ingresso di Letizia Moratti al posto di Giulio Gallera per l'assessorato al welfare.

Dopo avere sintetizzato i suoi obiettivi riguardanti la trasformazione ecologica di Milano, Sala ha affermato di ritenere «fondamentale il contributo che i Verdi di Milano potranno dare alla mia candidatura in termini di compeetenze, con la loro storia e cultura politica». "Rintuzzato" da Piero Colaprico, Sala ha aggiunto che i Verdi «possono avere un ruolo significativo, in linea con quanto sta accadendo in Europa. E' il momento di lavorare insieme».

E' l'apertura pubblica. A cui la dirigenza verde ha fatto eco poco dopo: «L'intervista di oggi del sindaco Sala è un fatto molto importante. Apprezziamo le sue parole di stima e di riconoscimento delle competenze e della storia  politica dei Verdi italiani. Abbiamo avuto con Sala un confronto positivo e intenso in queste settimane e il sindaco ha avuto la sensibilità e la visione di fare un passaggio di questo genere creando le condizioni, dal nostro punto di vista, di aprire una nuova fase per l’ecologismo politico in Italia», scrivono in una nota Angelo Bonelli, coordinatore nazionale dei Verdi, e i co-poortavoce Elena Grandi e Matteo Badiali. 

«Milano - spiegano - può diventare un laboratorio politico e noi siamo pronti a costruire una collaborazione con tutti coloro che, anche a livello nazionale e locale, condividono una nuova visione della politica, della società e dell’economia per accelerare nella necessaria conversione ecologica. Insieme ai Verdi europei stiamo costruendo un percorso innovativo affinché in Italia possa nascere una grande aggregazione ecologista e civica che guardi con attenzione al cambiamento avviato da Papa Francesco con l’enciclica Laudato si' e al ruolo di molti sindaci/che impegnati a dare centralità alla questione ecologica nella loro azione di governo».

Duro scontro su via Bassini

Un anno fa, a gennaio 2020, lo scontro sugli alberi di via Bassini, abbattuti per fare posto a un nuovo dipartimento del Politecnico. I Verdi, con in testa la co-portavoce nazionale Elena Grandi, che è anche assessora al Municipio 1 di Milano nel centrosinistra, avevano partecipato a una (affollata) manifestazione, chiedendo senza mezzi termini al sindaco di affacciarsi su piazza Scala per «chiedere scusa». Al vetriolo la replica di Sala: «Loro dovrebbero scusarsi con gli italiani perché sono riusciti a raccogliere a malapena il 2% del consenso mentre in altri Paesi d’Europa sono arrivati anche al 15%, perché un ambientalismo che è solo del 'no' e della rigidità porta a queste cose».

In quegli stessi giorni i Verdi rientravano dopo nove anni in consiglio comunale: con la nomina ad assessore di Paolo Limonta, il primo dei non eletti era Enrico Fedrighini, storico esponente ecologista milanese, che così lasciava l'assessorato al Municipio 8. Con l'ingresso di Fedrighini a Palazzo Marino emergevano chiaramente le due anime nel movimento: mentre Sala e la Grandi polemizzavano su via Bassini, lui assicurava pieno appoggio al sindaco e alla giunta (senza tacere critiche nel merito della vicenda degli alberi).

«Lista autonoma Verde»

Qualche mese più tardi, sull'onda del trionfo ecologista in Francia con sindaci verdi a Lione, Bordeaux, Strasburgo e altre città, Elena Grandi aveva annunciato la lista autonoma ecologista, diversamente dal 2016 quando i Verdi si presentarono nella lista Sinistra x Milano; aveva dato ancora credito a Sala chiedendo però un sostanziale cambiamento su vari fronti (la Goccia, lo stadio), altrimenti la strada sarebbe stata quella del candidato sindaco autonomo. In tutto questo, i Verdi si sono fatti vivi davanti allo stadio Meazza, fino alla manifestazione di ottobre. Il movimento si è schierato apertamente contro la costruzione del nuovo stadio voluto da Milan e Inter.

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