Elezioni comunali 2016

Ricorso 5 Stelle, Beppe Sala resta candidato: ma potrebbe essere "ineleggibile"

Il Tar non ammette il ricorso. Sala (centrosinistra) resta in corsa. Ma il primo consiglio comunale potrebbe dover prendere atto dell'ineleggibilità per incompatibilità. Il retroscena

Beppe Sala resta candidato

Non è stato ammesso dal Tar il ricorso presentato dal Movimento 5 Stelle contro Giuseppe Sala, candidato a sindaco del centrosinistra alle elezioni di Milano del 5 giugno 2016. Sala, dunque, resta candidato a tutti gli effetti.

I pentastellati avevano presentato il ricorso dopo che era uscita la notizia secondo cui l'ex commissario di Expo non avrebbe dato dimissioni effettive, e inoltre la "poltrona" di sindaco fosse incompatibile con la nomina in Cassa Depositi e Prestiti. A questa seconda eventualità, Sala aveva replicato che - una volta eletto - si sarebbe immediatamente dimesso.

Resta però il problema dell'ineleggibilità. Spieghiamo: secondo i giudici del Tar, il consiglio comunale, nel suo primo insediamento, deve valutare la condizione di ineleggibilità degli eletti. Il concetto di ineleggibilità è diverso - secondo il Tar - da quello di incandidabilità, motivo per cui i giudici amministrativi hanno valutato che il ricorso del Movimento 5 Stelle non poteva essere ammesso.

Complicato il "nodo" delle dimissioni da commissario di Expo. Dimissioni che sono state inviate il 15 febbraio e protocollate il 18, per decorrere dal 1 marzo. Secondo il Movimento 5 Stelle (ma anche i Radicali), occorreva un "atto di risposta" da parte di Palazzo Chigi, cioè un decreto del governo con la revoca della nomina effettuata nel 2013 a commissario fino al 31 dicembre 2016. 

Tutto è quindi ora demandato al futuro consiglio comunale. Dal Movimento 5 Stelle il candidato a sindaco Gianluca Corrado fa notare che "le assurde leggi italiane permettono a Sala di candidarsi, ma immediatamente dopo di poter essere dichiarato ineleggibile". "Mi auguro che la posizione di Sala sia sanabile e si trovi la via per sanarla, non ci piace vincere facile", commenta Ignazio La Russa, 'plenipotenziario' di Fratelli d'Italia. Per il Partito democratico, invece, si è risolta "la bufala dell'incandidabilità di Sala". 

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