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La sala giunta di Palazzo Marino

La sala giunta di Palazzo Marino

Sindaco, schieramenti "in cerca d'autore"

Dopo l'annuncio della non ricandidatura di Pisapia, il dibattito sui nomi dei candidati proseguie. A destra e a sinistra

Chi sarà il sindaco di Milano nel quinquennio 2016-2021? Per ora si può solo affermare, con relativa certezza, che non sarà Giuliano Pisapia: il primo cittadino in carica ha detto che non si ricandiderà, e un ripensamento è inimmaginabile. Anche se l'avvocato arancione ha azzardato una battuta: "Se si candida Berlusconi, mi rimetto in gioco anch'io". Una battuta: "Tanto non accadrà", ha subito precisato.

Berlusconi? Proprio lui. Le voci di una discesa in campo del leader di Forza Italia si sono scatenate subito dopo la convention di sabato 28 marzo del suo partito, quando - intervenendo telefonicamente - l'ex premier ha promesso che "riconquisteremo Palazzo Marino". E ha aggiunto che il candidato sarà "sintesi della nostra storia". E chi più sintesi di lui, che di Forza Italia è stato il fondatore e dello schieramento di centrodestra (alleanza con la Lega) il tessitore, convincendo, nel lontano 1994, un più che recalcitrante Umberto Bossi?

Nel centrodestra, in realtà, sono in tanti a volersi misurare con la candidatura a sindaco. Primo tra tutti Matteo Salvini, segretario federale della Lega Nord, il primo a dichiarare di voler correre alla carica di sindaco di Milano dopo essere stato consigliere comunale per quasi vent'anni. Ma Salvini, ultimamente, "pregusta" un possibile successo nazionale: è possibile che quindi rinunci a Palazzo Marino.

All'interno di Forza Italia sono diversi i possibili "pretendenti", dal coordinatore cittadino Giulio Gallera (che non ne ha mai fatto mistero) all'attuale capogruppo Pietro Tatarella, che potrebbe giocare la carta della giovane età legata però all'esperienza (cinque anni in consiglio di zona e cinque in consiglio comunale). Qualcuno ha suggerito che Silvia Sardone, battagliera consigliera di zona, potrebbe essere un "outsider" vincente, vista anche la stima che Berlusconi nutrirebbe per lei. Ma qualcun altro ritiene sia troppo presto per la Sardone, che peraltro spesso ha posizioni politico-amministrative molto simili a quelle dei colleghi leghisti nel "parlamentino" di via Padova.

Sembra certo che Ncd - a Milano - sarà alleato del centrodestra. Il coordinatore Nicolò Mardegan sta posizionando il Nuovo centrodestra nello spazio politico antagonista alla sinistra, non senza polemiche con il posizionamento nazionale nel governo Renzi. E' possibile che la Lega alla fine accetterà l'alleanza con Ncd, nonostante le frizioni di Roma. Ma perde quota - dopo le dimissioni da ministro delle infrastrutture - il nome di Maurizio Lupi, mentre a giovarne potrebbe essere proprio Mardegan. E infine il Popolo dei Milanesi, che ha aggregato centristi di varia provenienza, tra cui Manfredi Palmeri, già candidato sindaco per Fli e Udc nel 2011. La candidatura di Palmeri potrebbe essere vista come una carta "unitaria" per superare una "guerra" intestina, magari evitando le primarie.

Di primarie invece certamente si parlerà nel centrosinistra. La strada - non da oggi - è quella. Ma - contrariamente al 2011 - il Pd potrebbe non arrivare ad esprimere un solo nome. Anche perché non sono pochi coloro che ambiscono alla candidatura a sindaco. Da Emanuele Fiano (deputato ed ex capogruppo in comune) all'assessore Pierfrancesco Majorino, oltre a vari outsider che per ora stanno in silenzio: primo tra tutti l'assessore Pierfrancesco Maran. E gli altri partiti della coalizione? Sinistra ecologia e libertà potrebbe scegliere di appoggiare Majorino oppure affidarsi a un suo candidato che, però, ancora non c'è. L'area ecologista, che nel 2011 aveva sostenuto direttamente Pisapia, potrebbe anch'essa presentare un suo candidato.

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