Elezioni comunali 2016

Duello tv tra Parisi, Sala e Corrado su Sky: un po' all'americana, un po' "talent"

Anche il televoto da casa nel duello (purtroppo soltanto fra tre candidati) andato in onda su Sky il 30 maggio. Ecco com'è andato

I tre candidati a Sky - Foto Sky

E' stato Giuseppe Sala a vincere, al televoto, il confronto televisivo su Sky con Gianluca Corrado e Stefano Parisi. Il 35% dei telespettatori ha dato il voto al candidato di centrosinistra, mentre quello del Movimento 5 Stelle si è fermato al 33% e quello di centrodestra al 32%. Il confronto un po' all'americana e un po' alla talent show (con il televoto, appunto, dall'Alpi a Sicilia) è andato in onda nella serata del 30 maggio. E ha coinvolto soltanto tre candidati.

Par condicio formalmente rispettata, almeno secondo l'opinione dell'emittente, visto che gli altri sei candidati erano stati sentiti in separata sede, anche loro a gruppi di tre: Cappato (Radicali) con i due dell'estrema sinistra Rizzo (Milano in Comune) e Azzaretto (Partito comunista dei lavoratori). "Un dibattito intellettualmente molto elevato", ha commentato Cappato, "ma ben diverso dal parlare tutti insieme dei temi milanesi". E poi - terzo gruppetto separato - Santambrogio (Alternativa Municipale), Baldini (Fuxia) e Mardegan (Noi x Milano).

Certo sarebbe stato più interessante, per i milanesi, ascoltare le risposte contemporanee di tutti e nove i candidati alle stesse domande. Ma tant'è. Sul campo tutti i temi più importanti della campagna elettorale: migranti, moschea, case popolari, inquinamento. Emergono le divisioni che ci si aspetta; non c'è molta sorpresa nelle risposte, che più o meno rispecchiano le opinioni delle singole coalizioni.

Sulla moschea, per esempio, Sala sceglie la linea della continuità con quanto la giunta Pisapia avrebbe voluto fare (senza successo, costretta a ritirare il bando per i luoghi di culto): "Il diritto lo sancisce la Costituzione ed è meglio una moschea visibile che si può controllare". Corrado sceglie la strada del referendum: "Chiediamo ai milanesi se preferiscono una grande moschea o, come noi, dieci o quindici luoghi più piccoli e controllabili". Parisi conferma l'apertura: "Alcune vanno rimosse, altre ufficializzate, chiarendo - e non può farlo il sindaco - chi sono i finanziatori".

Sui migranti, copione di massima rispettato. Per Sala, Milano deve accogliere quelli che arrivano, "anche qualcuno in più di adesso ma con l'aiuto del governo". Per Parisi, al contrario, Milano è satura. Per Corrado, infine, l'accoglienza "è una necessità, non una scelta, e si può fare anche nelle aree comunali dismesse, ma il campo base Expo era un'idea ragionevole".

Corrado ha proposto poi, per Area C, una zona a traffico limitato solo per i veicoli elettrici e l'uso di fondi comunitari per sostituire le caldaie più inquinanti. Parisi ha ricordato che meno dell'1% degli appartamenti milanesi è in Classe A energetica.

Sulle periferie, Sala chiederebbe al governo un "aiuto consistente" sulle case popolari. Per Corrado occorre concentrarsi meno sull'housing sociale e più sulle case popolari, ristrutturando gli alloggi sfitti e costruendone di nuovi "ma senza consumare suolo, sfruttando invece i residui industriali". Per Parisi occorrono sgomberi degli alloggi occupati. Inoltre, "alcuni edifici andrebbero abbattuti e ricostruiti", così come bisognerebbe costruire nuove case popolari "negli scali ferroviari, insieme allo sviluppo del verde".

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