Elezioni comunali 2016

Parisi a Passera: «Vieni con me». Ma l'ex ministro: «No, niente inciuci»

Il candidato di centrodestra "corteggia" Passera, che però respinge l'offerta di rinunciare a candidarsi e collaborare con Parisi

Stefano Parisi

Da pochi giorni "investito" del ruolo di candidato a sindaco di centrodestra, Stefano Parisi ha subito provato a strizzare l'occhiolino a Corrado Passera, ben consapevole che entrambi pescheranno voti nell'area moderata dei milanesi, anche se con confini diversi. «Ha fatto un grande lavoro di analisi e di studio su Milano», ha affermato Parisi riferendosi a Passera e confermando che i due sono amici e si conoscono bene fin dal 1992, quando il primo era nel dipartimento economico di Palazzo Chigi e il secondo era a capo di Olivetti.

«Il suo sforzo di analisi troverà posto e spazio, la sua casa è quella dei moderati e dei liberali», ha affermato Parisi, intervistato da Affari Italiani. «Troveremo un modo per collaborare, prima o poi. Anzi, più prima che poi».

Un chiaro invito a "farsi da parte" come candidato a sindaco e, in cambio, una collaborazione stretta. L'invito viene però cortesemente ma fermamente respinto. «A sostenere Parisi ci sarebbero i leader nazionali, da Salvini a La Russa, come capilista, passando per false liste civiche che nascondono posizioni incompatibili a livello nazionale», è la replica di Passera (riferendosi anche a Ncd, che correrà con una lista civica forse dal nome "Milano Popolare"). «Un cartello elettorale nel più classico stile della vecchia politica, senza tener conto né di valori né di programmi. Io sarò, al contrario, un sindaco libero e non condizionabile da nessun partito».

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