Elezioni comunali 2016

Il ritiro di Passera: "Appoggio Parisi". Reazioni

Centrosinistra scatenato: "Vecchia politica, accordi nelle stanze segrete". De Corato (Fdi): "Bene, anche se ci piacerebbe sapere i contenuti dell'accordo"

Corrado Passera: le reazioni al ritiro (foto Fb)

La decisione era nell'aria, ed è arrivata: Corrado Passera si ritira dalla corsa a sindaco di Milano. L'ex amministratore delegato di Intesa, ed ex ministro del governo Monti, era stato il primo ad annunciare la candidatura a sindaco. Da tempo percorre la città in lungo e in largo, incontra persone e comitati, approfondisce problemi e cerca soluzioni. Addirittura era stato indicato come possibile candidato unico del centrodestra, poi gli è stato scelto Stefano Parisi. Anche, si diceva, per un "veto" della Lega Nord, che proprio non voleva un ex montiano come candidato.

I sondaggi certificavano che la sua corsa solitaria non era granché premiata dai milanesi: gli è attribuita una "forchetta" dal 5 al 10%, a seconda dei sondaggisti. E si vota il 5 giugno: troppo poco tempo e troppo poco consenso per immaginare che le idee di Passera, condotte da solo, possano concretizzarsi. Meglio, ha pensato l'ex manager, unirsi a chi ha più "numeri", e farlo fin da subito. Così da non sprecare, probabilmente, tempo e soldi da qui al voto.

Dalle prime reazioni sembra evidente che il centrodestra accolga volentieri Passera, ma che l'accordo sia personale tra lui e Parisi. Altrimenti Riccardo De Corato (capolista di Fratelli d'Italia) non affermerebbe che «da membri della coalizione, vorremmo sapere quali saranno le richieste di Corrado Passera». Tuttavia lo stesso De Corato plaude all'operazione e sostiene che «Passera si dimostra una persona politicamente accorta e perspicace: una candidatura capace di raccogliere il 5 o 6 per cento dei consensi sarebbe finita su un binario morto».

Dal centrosinistra parole invece durissime. Il candidato a sindaco Giuseppe Sala ricorda le parole di Passera sull'incontro tra Marion Le Pen e Matteo Salvini: «Passera dichiarava: "Milano non si può permettere il gemellaggio con il fascismo leghista lepenista imposto a Stefano Parisi: votandolo, la città verrebbe consegnata al dipendente di una coalizione ormai in frantumi, sotto costante ricatto e totalmente in balìa della becera politica retriva e populista della Lega di Salvini, che va sotto braccio al partito nazional fascista di Le Pen che auspica la fine dell'accordo di Shengen"». Facile, per Sala, commentare che «l'annuncio si spiega con una scelta di potere e poltrone» e che «Milano non merita atteggiamenti così meschini».

Di «accordi nelle segrete stanze» parla Cristina Tajani, portavoce della Lista Sala Noi Milano: «Un esempio di vecchia politica». E per Daria Colombo, capolista di Sinistra x Milano, «la grande ammucchiata di destra a sostegno di Parisi al seguito delle politiche estremiste e xenofobe di Salvini si delinea sempre più chiaramente». Per Pietro Bussolati, segretario metropolitano del Pd, «una santa alleanza degli interessi. Noi invece restiamo con i milanesi, e a tutti quelli che, in buona fede, avevano creduto alle parole di Passera, diciamo di guardare come è cambiata la città in questi anni».

«Passera e Parisi si sono sempre avvicinati molto e, visto che la candidatura di Passera non ha sfondato come l’ex ministro del governo Monti sperava, ha preferito ritirarsi per rendere più forte la posizione di Parisi. Dal nostro punto di vista cambia poco: anche se è difficile, il nostro obiettivo rimane il ballottaggio», commenta Gianluca Corrado, candidato a sindaco del Movimento 5 Stelle.

«NoixMilano ha un’idea chiara di città», commenta Nicolò Mardegan, candidato a sindaco di NoixMilano, nel rilanciare la propria candidatura come unica lista civica: «Più servizi, meno tasse, nuove infrastrutture nel rispetto dell’ambiente, bilancio trasparente, difesa del concetto di famiglia con aiuti a chi ne ha bisogno, rilancio del commercio e dell’imprenditoria. E ha un’idea chiara anche della politica: mettersi a servizio della comunità per il bene pubblico».

«Corrado Passera è l'unico candidato ad aver denunciato con noi il boicottaggio comunale sui referendum e ad aver proposto la cessione delle aziende partecipate», afferma Marco Cappato, candidato a sindaco dei Radicali: «Senza la sua candidatura, sarà ancora più difficile parlare di questi temi, sui quali anche Stefano Parisi ha finora taciuto, ed aumenta il rischio di una campagna dominata dall'ideologia e dalle logiche di schieramento».

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il ritiro di Passera: "Appoggio Parisi". Reazioni

MilanoToday è in caricamento