Elezioni comunali 2016 Porta Venezia / Corso Venezia

Pisapia: "Entro fine mandato, tutte le case popolari ristrutturate e assegnate"

Il sindaco lo ha definito "un sogno" per "ristabilire la verità sul nostro lavoro per le periferie"

Pietro Bussolati e Giuliano Pisapia alla festa (Fb Bussolati)

"Non voglio rottamarmi". Così Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, ribadisce alla Festa dell'Unità che non si ricandiderà nel 2016 ma, nello stesso tempo, non sparirà dalla vita politica. Ha ricordato le tante occasioni in cui gli è stato chiesto di ripensarci ("mi sono commosso", ha confessato) ma tiene fede al suo annuncio. "Nessuno è indispensabile, l'ho sempre pensato", ha affermato, "e non credo non ci siano persone capaci di proseguire il nostro progetto". 

E' orgoglioso di quanto è stato fatto a Milano, il sindaco: "Deve essere punto di riferimento per il Paese intero", ha aggiunto, "e altri hanno molte più forze, più energie di quelle che ho io". Qual è dunque il futuro di Pisapia? "Continuerò a lavorare per un centrosinistra unito e di governo", ha promesso. 

Il sindaco ha poi ricordato i principali obiettivi raggiunti dalla sua amministrazione. "Abbiamo uno skyline sempre più bello", ha ricordato, "ma prima si costruiva e i servizi venivano per ultimi o abbandonati, adesso si va parallelamente". E' il nuovo corso dell'ormai ex assessore all'urbanistica Lucia De Cesaris, che si vede per esempio con il nuovo asilo al Portello o con il parco a City Life: servizi pronti anche prima che i quartieri vengano ultimati. 

E il 'grande' obiettivo finale? Pisapia non ha dubbi: "Ristabilire la verità sul nostro lavoro in periferia", riqualificando e assegnando le case popolari sfitte entro maggio 2016. "Su oltre 79 mila case, 75 mila e 500 sono abitate da persone che le hanno avute regolarmente in assegnazione e non sono in condizione di degrado ma più che decenti", ha detto: "Io sogno che anche le altre diventino abitabili e siano subito assegnate, entro questa amministrazione". Un sogno infranto, invece, "quello della burocrazia. La semplificazione si infrange contro i cavilli, le regole, le denunce alla corte dei conti o alla procura". 

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