"Guerra dei 730", Parisi cede e pubblica anche il suo: 390 mila euro

I redditi 2014 del candidato sindaco di centrodestra pubblicati. Per molti giorni Stefano Parisi aveva "schivato" l'invito

Stefano Parisi

Alla fine Stefano Parisi ha pubblicato il suo 730: nel 2014 il suo reddito è stato di 390 mila euro. 

La "guerra" dei 730 ha tenuto banco nel dibattito politico milanese per oltre una settimana. Prima era stato il centrodestra a chiedere che Giuseppe Sala, candidato sindaco di Pd, Idv, lista civica Sala e Sinistra x Milano, facesse uscire i documenti con i suoi redditi e i suoi investimenti. Tutto era stato originato dal fatto che Sala avesse "dimenticato" di segnalare, tra le sue proprietà, la casa di Saint Moritz nell'autocertificazione in occasione della nomina a Expo.

Quando Sala ha reso pubblici redditi e patrimoni, ha rilanciato: "Ora Parisi faccia altrettanto". Il candidato sindaco di centrodestra, però, lì per lì aveva declinato. Motivo: "Sono un manager del privato, la mia azienda (Chili Tv, n.d.r.) è privata, siamo in situazioni diverse io e Sala".

Il centrosinistra non c'è stato. Le redazioni giornalistiche non contano i comunicati stampa dei singoli esponenti, dai parlamentari agli assessori uscenti ai consiglieri ai candidati, in cui Parisi viene sollecitato alla "trasparenza" e a mostrare anche lui i suoi redditi. Nel frattempo altri candidati a sindaco fanno spontaneamente altrettanto: Marco Cappato dei Radicali e Gianluca Corrado del Movimento 5 Stelle. 

Infine la pubblicazione online. Più di 240 mila euro di consulenza per Fastweb, un compenso di 120 mila euro come amministratore delegato di Chili Tv, immobili a Roma e Montalto di Castro, qualche terreno agricolo, azioni di Swisscom per oltre un milione e 200 mila euro (si tratta di parte del compenso per Parisi all'epoca in cui era ad di Fastweb), un corrispondente conto corrente in Svizzera per accreditare i dividendi, e poi un conto corrente ed un immobile in Israele.

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«Né la legge né la prassi impongono di farlo, ma credo sia giusto che i cittadini possano sapere tutto di me, nel momento in cui mi candido a guidare la nostra città. Un rapporto corretto fra amministratori pubblici e cittadini deve fondarsi sull'assoluta trasparenza, condizione necessaria per la fiducia nelle istituzioni», ha spiegato Parisi rendendo pubblico il suo reddito.

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