Elezioni comunali 2016

Sala-Parisi, confronto tv dall'Annunziata. Dal Mein Kampf alle olimpiadi

Il libro di Hitler distribuito dal Giornale? Per Parisi è stata una "operazione scellerata". E Sala sulle olimpiadi a Roma: "Se non le vogliono, ce lo dicano"

Trenta minuti di faccia a faccia televisivo per i due candidati a sindaco rimasti per il ballottaggio di Milano, Stefano Parisi (centrodestra) e Giuseppe Sala (centrosinistra). Lucia Annunziata, su Rai 3, ha punzecchiato i due manager su temi locali ma anche nazionali. E i due non si sono sottratti. Il duello è sempre stato sostanzialmente corretto, come fin dall'inizio della campagna elettorale, ma i colpi di sciabola non sono mancati. 

Parisi ha avuto anche l'occasione di dissociarsi nettamente dall'episodio che più ha fatto dibattere, nel weekend, la politica milanese: la decisione de Il Giornale di distribuire il "Mein Kampf", il libro scritto da Adolf Hitler prima di prendere il potere in Germania, che è sostanzialmente la summa delle sue teorie razziali e del suo progetto di sterminio poi purtroppo messo anche in atto. Un volume che molti ritengono inopportuno stampare e far leggere, seppure in edizione critica con note di spiegazione, ricordando che il male assoluto del XX secolo nasce proprio da quelle pagine.

Logicamente, il direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti si è difeso e ha spiegato che leggere il "Mein Kampf" è un modo per evitare che quello che vi si trova scritto accada ancora. Ma un conto è studiarlo in ambito accademico, con un bagaglio di competenze storico-politiche consolidate, un altro è distribuirlo a decine di migliaia di lettori. 

"E' una iniziativa scellerata", ha commentato Parisi dalla Annunziata ricordando l'antisemitismo ancora vivo in tutta Europa: "Su questo non è possibile fare campagne elettorali". E poi ha ricordato che sua moglie e le sue figlie sono ebree. 

Altri temi toccati, le case popolari, che per Parisi sono "da terzo mondo in alcuni quartieri". Resta però la distanza su come reperire le risorse per ristrutturarle. Per Sala bisogna andare avanti sui 100 milioni di euro che dovrebbero arrivare dalla vendita (già in atto) di alcune quote di Serravalle, la società che gestisce l'autostrada Milano-Genova e le tangenziali. Per Parisi meglio attrarre nuovi investimenti privati, anche se in passato il candidato di centrodestra aveva parlato di attingere a eventuali fondi europei.

E ancora, le olimpiadi di Roma. Che si dovrebbero svolgere nel 2024. Ma nella capitale non sono tutti d'accordo se mantenere la candidatura. Non lo è, per esempio, Virginia Raggi, candidata a sindaco del Movimento 5 Stelle (anche lei in attesa dell'esito del ballottaggio del 19 giugno). Ad oggi risultano quattro le città candidate a ospitare i giochi: Roma, Budapest, Parigi e Los Angeles. E' in corso nella capitale una raccolta firme dei Radicali per indire un referendum cittadino sull'ipotesi del ritiro, esattamente come successo ad Amburgo, dove hanno vinto (di poco) i contrari.

"Se Roma non vuole le olimpiadi, lo dica a noi", ha azzardato Sala, facendo intendere che accoglierebbe con piacere la possibilità di un grande evento del genere. 

Altro tema dibattuto tra Sala e Parisi, la nomina di Gherardo Colombo, ex pm di Mani Pulite, a capo del comitato di controllo sugli appalti da parte del candidato di centrosinistra. Parisi ha spiegato di essere contrario a "comitati" e di volere riportare la legalità in ogni campo, dalle occupazioni abusive agli ambulanti senza permesso. E di essere invece favorevole a nominare una personalità femminile per lottare contro la violenza sulle donne, senza però fare alcun nome. 

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