Sondaggi: Parisi un soffio sopra Sala al ballottaggio. Elettori Pd "tradiscono" Sala

Solo la metà di chi votò Pd alle europee 2014 voterebbe oggi Sala. Tutti i risultati dell'ultimo sondaggio disponibile (30 aprile)

Si avvicinano le elezioni

Ormai chiaro il trend elettorale a Milano: testa a testa finale, al ballottaggio, tra Stefano Parisi (centrodestra) e Giuseppe Sala (centrosinistra), nessuna discussione su chi al ballottaggio ci andrà: loro due, per forza, e nessun altro. Lo "certifica" anche Tecnè, che ha realizzato un sondaggio pubblicato e diffuso il 30 aprile da Rti.

Al primo turno (5 maggio 2016), confermati - e quanto mai vicini - Sala e Parisi, accreditati rispettivamente del 38% e del 37,9%. Molto lontano Gianluca Corrado del Movimento 5 Stelle, con il 15%, mentre Basilio Rizzo (candidato a sindaco per la sinistra radicale di Milano in Comune) ottiene il 5,8%, che garantirebbe alla sua lista una rappresentanza in consiglio comunale. Gli altri candidati a sindaco (in primis Marco Cappato dei Radicali) ottengono il 3,3%. Si dichiara incerto un elettore su dieci (10,4%), mentre coloro che non si recherebbero a votare sono il 29,7% degli intervistati.

Al secondo turno, Parisi "scavalca" Sala, sempre di un'incollatura: 50,5% contro 50% (il lettore non si spaventi della somma superiore a 100: è dovuta agli arrotondamenti così come sono stati forniti). Rimane incerto il 9,2% del campione mentre aumentano nettamente coloro che non voterebbero: il 37,9%. C'è dunque ancora "spazio di manovra" sugli incerti e sui non votanti, come del resto è comprensibile a più di un mese dalle "vere" elezioni.

Interessante, però, anche il confronto con il voto alle europee del 2014, l'ultimo reale disponibile. I sondaggisti hanno chiesto ad ogni singolo elettore intervistato per chi aveva votato in quella occasione e per chi voterebbe come candidato a sindaco oggi a Milano.

Ebbene, soltanto il 50,5% degli elettori del Pd alle europee voterebbe Sala due anni dopo, oggi. Irrisorie (sotto il 3% degli elettori del Pd nel 2014) le percentuali di chi andrebbe a votare per Rizzo, Parisi o altri. Il 39,9% non voterebbe, contro - ricordiamo - il 29,7% medio del campione. Va ricordato però che il Pd nel 2014 prese ben il 44,9% dei consensi a Milano. Pescò dunque molto anche tra elettori non tradizionalmente di quel partito.

Più "disciplinato" l'elettorato di centrodestra. Voterebbe Parisi il 75,1% degli elettori di Forza Italia (e un 2,4% per Sala, il 20,7% non voterebbe). Voterebbe sempre Parisi il 68,3% degli elettori della Lega Nord (ma ben l'8,3% voterà Sala e il 22,4% non voterebbe). Voterebbe, infine, Parisi il 76,9% degli elettori di Fratelli d'Italia (il 3,5% voterebbe invece Sala e il 19,6% non voterebbe). 

Tra gli elettori 5 Stelle del 2014, il 57,8% voterebbe il candidato a sindaco pentastellato oggi (Gianluca Corrado), mentre il 4,3% dichiara che voterà Sala, ben il 9,9% voterà Parisi e il 2,1% voterà Rizzo. Il 25,2% non voterà.

Per la sinistra radicale, nel 2014 alle europee si presentò la lista "L'altra Europa con Tsipras", che univa gli attuali sostenitori di Rizzo con Sinistra ecologia e libertà, confluita ora in "Sinistra X Milano" a sostegno di Sala. La fotografia della spaccatura è quindi coerente: se il 42,6% degli elettori di quella lista nel 2014 voterà ora Rizzo, il 23,7% sceglierà Sala e il 33,8% non voterà.

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Parisi "vince" tra chi nel 2014 aveva votato per altre liste (37,8% contro 14,1% di Sala e 29% di non voto) e tra chi nel 2014 non aveva votato (19% contro 16,1% di Sala e 53,4% di conferma del non voto). Da segnalare che l'11,3% di chi aveva votato per liste diverse da quelle esplicitate finora voterà nel 2016 per altri candidati a sindaco rispetto a Sala, Parisi, Corrado e Rizzo. Stiamo parlando soprattutto di elettori Ncd (5,1% nel 2014 a Milano, ed ora sostiene Parisi) più un 3% scarso tra Verdi, Scelta Europea, Italia dei Valori e Io Cambio. 

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