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Lunedì, 29 Novembre 2021
Elezioni comunali 2016

Candidata musulmana del Pd: su Facebook le danno dell'apostata

Accusata di avere scelto l'impegno politico in un Paese dove non vige la legge della Sharia: è polemica

Prima è stata accusata di essere in qualche modo vicina ai Fratelli Musulmani. Poi è stata "bollata" come apostata dagli estremisti islamici. Non c'è pace per la sociologa e scrittrice Sumaya Abdel Qader, candidata alle elezioni comunali del 5 giugno 2016 nella lista del Partito democratico. Secondo la pagina Facebook "Cronache Islamiche - Informazione Islamica", i cui post sono firmati da Ibrahim Al-Gharib, è sufficiente fare politica (e candidarsi) in uno Stato che non applica la Sharia per porsi fuori dall'Islam.

«Murtadd», apostata. Così viene quindi bollata Sumaya, in un banner grafico che riprende la sua fotografia elettorale. Il post è chiaro, merita di essere proposto per intero: «Candidarsi per incarichi pubblici di uno Stato che non applica la Sharia significa riconoscere la legittimità di questo Stato, e questo porta automaticamente fuori dall'Islam! Per i Musulmani l'unico governo legittimo è il Governo della Sharia, eppure nonostante ciò molti si compiacciono quando sedicenti "musulmani" si candidano per incarichi pubblici nelle istituzioni dei Taghut, le stesse istituzioni che applicano leggi contrarie alla Legge di Allah e che perseguitano i Musulmani che invitano al Tawhid e alla Sharia. Candidarsi a incarichi di uno Stato islamicamente illegittimo significa riconoscere la legittimità di questo Stato!».

Qua e là, in altri post e commenti, si trae anche una critica specifica alla scelta di Sumaya in favore di un partito che ha appena promosso le unioni civili per persone dello stesso sesso e che «è amico di Israele». Si è anche innescata una polemica tra l'autore della pagina Facebook e l'Espresso, che ha parlato di «minaccia di morte» di cui, invero, non c'è traccia, almeno nella pagina Facebook in questione.

E' comunque subito scattata la solidarietà da parte del centrosinistra. «Bollata come apostata per il suo impegno politico da fanatici estremisti islamici per i quali l'unico governo legittimo è quello della Sharia», è il commento di Daria Colombo, capolista di Sinistra x Milano, che ribadisce l'importanza di «incentivare il dialogo e la compresione reciproca».

Anche il Pd è vicino a Sumaya. Il segretario Pietro Bussolati ha dichiarato che «quello che sta subendo è inaccettabile. Crediamo nella democrazia, nel confronto, nel dialogo tra le culture e in quello interreligioso. Tutto il partito è al suo fianco, contro la violenza e l'intolleranza».

Quanto a Sumaya, non si è affatto scomposta. Tutt'altro. Sempre su Facebook ha replicato ringraziando gli innumerevoli messaggi di solidarietà e si è dichiarata tranquilla: «Non mi ferma nessuno. Ciò che mi preoccupa e che vorrei prendere a cuore è la questione delle case a Milano, della povertà dilagante, delle famiglie con figli in difficoltà, dell'intercultura, della necessità di continuare a tessere relazioni e avvicinare le persone tra loro».

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