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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
La politica e la guerra in Ucraina

Il candidato di Letizia Moratti che "promuoveva l'amicizia con la Russia"

Marco Tizzoni, già in Regione con Maroni, ora si ricandida. Era tra i consiglieri più attivi per promuovere l'amicizia con la Russia di Putin e cancellare le sanzioni. In un convegno affermò di essere andato in Russia "10 volte in un anno". Ma lui nega: "Mai stato filorusso, lavoravo per le aziende lombarde: ho fatto tanti viaggi anche in Usa e in Europa. Ho condannato l'attacco di Putin"

Tra il 2014 e il 2018 era tra i consiglieri regionali lombardi maggiormente attivi per promuovere un riavvicinamento alla Russia, che, su Facebook, chiamava "madre Russia". Contrastava le sanzioni economiche dovute all'annessione illegale della Crimea e promuoveva accordi con regioni russe sull'import-export e sulla ricerca. Nel 2023 tenterà di tornare in consiglio regionale candidandosi in una delle liste civiche di Letizia Moratti, candidata a presidente per il terzo polo (Azione e Italia Viva), che in teoria sostiene la resistenza ucraina.

I post filorussi di Tizzoni

Parliamo di Marco Tizzoni, già esponente "civico" a Rho (fondò la lista Gente di Rho), poi consigliere regionale per la Lista Maroni. Il suo nome, insieme a quello di altri ex centrodestra, è stato fatto più volte in questi giorni tra coloro che Moratti sta ricontattando per coinvolgerli nella nuova avventura politica. E domenica 27 novembre Tizzoni era alle Stelline per la presentazione del simbolo elettorale della lista "Letizia Moratti Presidente".

Durante la consigliatura 2013-2018, quando il governatore della Lombardia era Roberto Maroni, Tizzoni fu tra i promotori della mozione con cui la Lombardia chiedeva al governo italiano di riconoscere l'annessione (illegale e illegittima) della Crimea alla Russia. Nell'anno della guerra su larga scala, la Regione ha poi annullato il contenuto di quella mozione, palesemente anacronistica, riconoscendone l'errore. Ma non è tutto. Nel mese di gennaio del 2017, Tizzoni, da consigliere regionale, ospitò un convegno al Pirellone organizzato insieme all'allora eurodeputato di Forza Italia Stefano Maullu, ora deputato per Fratelli d'Italia.

I viaggi ufficiali in Russia

Quel giorno Tizzoni, davanti al vice console russo a Milano Platon Ratskevich, rivendicò gli oltre dieci viaggi istituzionali effettuati in un anno in Russia, in diverse regioni, insieme ad alcuni colleghi consiglieri, per siglare accordi sull'import-export e sulla ricerca, coinvolgendo imprese e università. Tizzoni si dichiarò fermamente contrario alle sanzioni anche per "l'amore, l'affinità e l'amicizia che da sempre legano i due popoli", ovvero quello italiano e quello russo. In altre parole, Tizzoni riteneva che, siccome Italia e Russia avrebbero un legame speciale, l'Italia avrebbe dovuto evitare di schierarsi dalla parte dell'Ucraina (e del diritto internazionale).

Il 'neo acquisto' della Lista Moratti affermò poi che la sua presenza al convegno testimoniava un impegno e un appoggio politico dell'amministrazione regionale alla posizione di alcune organizzazioni di industriali e di agricoltori (era presente Ettore Prandini di Coldiretti Lombardia, ora in Coldiretti nazionale), che auspicavano il superamento delle sanzioni e un rapporto privilegiato tra Italia e Russia.

Il terzo polo e l'Ucraina

Nel 2022, durante la guerra russa contro l'Ucraina, il terzo polo ha sostenuto esplicitamente Kyiv nella sua resistenza all'invasione. Per esempio, Carlo Calenda (leader di Azione) ha organizzato, il 5 novembre, una manifestazione nella stessa giornata in cui, a Roma, il Movimento 5 Stelle guidava il corteo pacifista. Alla manifestazione del 5 novembre c'era anche Letizia Moratti che, proprio quel giorno, fu ufficializzata come candidata presidente di Regione Lombardia. Ora, però, nelle liste che la sostengono, appaiono esponenti che in passato, quando la Russia aveva già annesso la Crimea e supportato la guerra in Donbas, avevano manifestato apertamente e con impegno una linea politica opposta. Calenda, Renzi e Moratti che cosa diranno?

La replica: "Non sono filorusso"

Tizzoni ha replicato a MilanoToday "di non essere mai stato filorusso". Ci invia foto insieme all'ex giocatore ucraino del Milan Andry Shevchenko, con un viaggio pre covid a Kiyv, e rimarca "il suo amore per il popolo ucraino" con la ferma condanna "all'attacco di Putin". "Ho solo lavorato per il bene della Lombardia e degli imprenditori lombardi - ha specificato -, per aiutare le imprese a conquistare nuovi mercati o più fasce di mercato all'estero. La maggior parte delle missioni le ho pagate con i miei risparmi. Sono stato anche più volte negli Stati Uniti e in altri Paesi europei. Si chiama internazionalizzazione. Inoltre, non mi sono mai rapportato a Putin, ma parlavo con gli altri consiglieri regionali russi, americani ed europei". Anche sulla Crimea Tizzoni si tira fuori: "Nel dibattito e nei lavori di preparazione a quella mozione non feci alcun intervento. Nè in aula nè in commissione".

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