Elezioni regionali 2018

Gori sulle Moschee: "Chiudere quelle illegali ma consentire luoghi di culto anche per musulmani"

Il candidato di centrosinistra Giorgio Gori sulle Moschee: in Lombardia è in vigore la legge voluta dal centrodestra che ne impedisce, o comunque ne rende difficilissima la costruzione

Giorgio Gori

Le moschee entrano nel dibattito sulle elezioni regionali della Lombardia, che si terranno (insieme alle politiche) il 4 marzo. A parlarne è stato, mercoledì mattina, il candidato di centrosinistra Giorgio Gori, su Twitter.

«Ha ragione Salvini - ha scritto Gori - chiudiamo i centri islamici illegali. Prima però rispettiamo la Costituzione e consentiamo la costruzione di luoghi di culto legali, anche per i musulmani». La dichiarazione non ha mancato di suscitare reazioni. «Aprire le Moschee è una priorità di questi tempi, anche per evitare ghettizzazione e illegalità obbligata, cosa che, in tutta evidenza, non porta nulla di buono», ha dichiarato Luca Gibillini, ex consigliere comunale di Milano schierato a sostegno di Lombardia Progressista.

Per Gori, è però necessario un «patto con l'Islam» che preveda trasparenza sui finanziamenti, una lista degli imam e sermoni in lingua italiana. Il suo avversario principale, il leghista Attilio Fontana, da tempo sostiene invece che non si debba tornare indietro e sia quindi da mantenere in vigore la legge sui luoghi di culto voluta dalla giunta Maroni, che nei fatti pone tantissimi vincoli e "paletti" da rendere praticamente impossibile costruire Moschee in Lombardia.

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