Elezioni regionali 2018

Propaganda elettorale ai malati, bufera sul medico. Le replice dello Ieo e di Gallera

Ma una candidata del Pd attacca l'oncologo: "Mi disse che dovevo essere operata entro tre mesi ma sparì quando optai per il servizio sanitario pubblico"

Alessandro Testori

Ha suscitato molte polemiche la lettera con cui Alessandro Testori, ex medico dello Ieo fino a marzo 2017 e ora libero professionista in un poliambulatorio privato, invita i suoi ex pazienti a votare per Giulio Gallera (assessore uscente al welfare ed esponente di Forza Italia). La lettera è giunta anche ad una paziente in realtà morta nel 2011, proprio di tumore. Ed è stata ripresa da Giorgio Gori, candidato presidente della Lombardia alle elezioni regionali del 4 marzo.

Si è così creato il caso: «Curare i malati di tumore e poi usarne gli indirizzi per fare campagna elettorale: pensavo si trattasse di un malcostume appartenente ad un'altra epoca. E invece devo constatare che in questa regione l'ingerenza della politica sulla sanità è ancora all'ordine del giorno».

Le reazioni di Gallera e dello Ieo

Non sono mancate le reazioni. Tra cui quella di Gallera, che ha scritto un post su Facebook spiegando che si è creato un caso dal nulla: «Sono orgoglioso che un professionista che non ha mai lavorato per una struttura sanitaria pubblica, che addirittura a quanto mi risulta oggi fa il libero professionista, abbia apprezzato il duro e importante lavoro che ho svolto come assessore alla sanità tanto da decidere, spontaneamente, di sostenere la mia candidatura, inviando una lettera a persone che ha conosciuto nell’ambito della sua professione».

E poi, postando la foto di alcuni volantini di Giorgio Gori lasciati su un tavolo all'interno di un ospedale di Lecco, ha scritto: «Come vede, caro candidato, non è possibile controllare le modalità con cui i nostri sostenitori decidono di promuovere la nostra campagna elettorale. Io però non mi permetto, come ha fatto lei nel mio caso, di sospettare che ciò sia da lei autorizzato».

Lo Ieo, dal suo canto, prende nette distanze, spiegando di essere «totalmente estraneo a questo increscioso episodio» e sottolineando che l'utilizzio di contatti derivati dall'attività di Testori allo Ieo «non è in alcun modo addebitabile all'istituto». I legali di via Ripamonti studieranno il caso per capire ad esempio (ma non solo) se sia stata violata la privacy dei pazienti. Nella lettera, Testori spiegava che in Lombarda si è raggiunta una situzione di eccellenza e un'alta aspettativa di vita grazie da un lato all'offerta di nuove terapie, dall'altro «al buon governo della giunta regionale», ed in particolare dell'assessore Gallera.

La candidata dem: "Sparì quando avevo bisogno"

E nella polemica si è inserita anche Michela Fiorentini, esponente del Pd e candidata per il centrosinistra nel collegio uninominale di Rozzano alla Camera, che ha dichiarato di essere stata visitata in passato da Testori, il quale le avrebbe «sottolineato l'urgenza d'intervenire entro tre mesi», prospettandole un'operazione in regime privatissimo, «salvo letteralmente sparire quando mi sono vista costretta ad optare per il servizio sanitario pubblico». L'esponente dem afferma anche che «l'improvvisa latitanza» ha di fatto «vanificato la reale possibilità di curarmi in tempo». E conclude: «Nulla mi toglierà dalla testa che parte dei miei attuali problemi di salute derivino dalla condotta indegna di questo dottore, che oggi pensa di sfruttare la fiducia riposta in lui dai suoi pazienti per fare campagna elettorale a chi è responsabile politicamente dello scandalo delle liste d'attesa».

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