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Cappato, Bonvicini, Federico e Falasca

Cappato, Bonvicini, Federico e Falasca

Regionali, Più Europa sostiene Gori: «Interrompere il blocco di potere»

Annunciato il sostegno al candidato di centrosinistra. Sulle liste: "Le presentiamo se ci aiutano a raccogliere le firme, ma bisogna cambiare le regole"

Sostegno incondizionato a Giorgio Gori come candidato presidente della Lombardia, per «rompere il venticinquennio di blocco di potere ciellino e leghista», mentre per la presentazione della lista con i candidati al consiglio regionale c'è l'intenzione, ma subordinata a un accordo (sempre con Gori) soprattutto per superare lo scoglio della raccolta delle firme, che oggi non prevede parità di accesso visto che i gruppi già presenti in Regione sono esentati. E il dimezzamento (da 20 mila a 10 mila), votato proprio il 16 gennaio, non basta, perché resta la necessità degli autenticatori, consiglieri comunali o sindaci, quindi dei partiti stessi.

E' questo in sintesi l'intento, per le elezioni regionali lombarde del 4 marzo, di Più Europa con Emma Bonino, la lista europeista guidata dalla leader radicale a livello nazionale. A presentarla, a Milano, c'erano Marco Cappato (ex consigliere comunale ed ex parlamentare europeo), Barbara Bonvicini (segretaria dell'associazione radicale Enzo Tortora), Valerio Federico (storico militante radicale) e Piercamillo Falasca (direttore di "Strade" e tra i promotori nazionali di Più Europa).

Asl, ospedali, società partecipate: un blocco di potere più che ventennale, secondo Federico, con l'unico cambiamento «della rimodulazione delle quote» tra ciellini e leghisti quando al posto di Formigoni è stato eletto Maroni. E «politiche oscurantiste sui diritti civili. Ad esempio, niente cannabis terapeutica, niente registro dei testamenti biologici, applicazione clericale della Legge 194 con metà dei consultori rispetto a quelli previsti per legge». E, come se non bastasse, «l'obiettivo di evitare l'estinzione della razza bianca», in riferimento alla frase del candidato presidente Attilio Fontana (Lega), che poi ha parlato di "lapsus". 

Queste le ragioni per cui Più Europa vuole "interrompere", si è detto, il perpetrarsi del blocco di potere e, di qui, il sostegno a Gori, a prescindere dai destini di una lista europeista alle regionali. Lista che, però, Radicali Italiani e Forza Europa (i due soggetti costituenti di Più Europa) intendono presentare. Ma questo (spiega Cappato) dipende da Gori. «Non avendo l'esercito di autenticatori in tutte le province, da soli potremmo raccogliere poche firme», argomenta il leader radicale: «Se qualcuno ci darà una mano allora ci presenteremo. Accetteremo l'aiuto, ma solo se potrà servire non solo a noi ma a tutti».

Le condizioni: primo, ai tavoli (con autenticatori presumibilmente del Pd) si dovranno autenticare le firme per tutti, da Casa Pound a Rifondazione; secondo, si raccoglieranno firme anche per una proposta di legge che superi «il privilegio dei partiti sulle firme». E Bonvicini ricorda che il problema non riguarda soltanto la presentazione delle liste alle elezioni ma anche, ad esempio, i referendum regionali («300 mila firme in tre mesi, contro le 500 mila di quelli nazionali»), nonché le proposte di iniziativa popolare, «che non sono state calendarizzate nonostante la legge lo preveda». Bonvicini annuncia anche che, per questo, verrà presentata una denuncia per violazione di atti d'ufficio.

«Il vero scontro oggi - spiega ancora Cappato - è tra chi pensa che si risolva con più statalismo, nazionalismo, burocrazia, e chi ritiene che, con la crisi di sistema, si debbano dare le soluzioni opposte a quelle di Salvini, Fontana e così via, cioè federaliste davvero. Oggi il federalismo è nella direzione opposta alle loro politiche stataliste, nazionaliste e identitarie». Dunque Giorgio Gori, in Lombardia, come «argine credibile a questo». Cappato ricorda che Gori ha messo la sua faccia sulla campagna "Ero Straniero", per superare la Legge Bossi-Fini sull'immigrazione, nonostante già sapesse che si sarebbe candidato alla presidenza della Lombardia. 

«La Lombardia - afferma Falasca - è una questione nazionale. E rispetto ad un racconto basato su promesse false, sull'eliminazione di questa o quella tassa, o di questa o quella legge, noi vogliamo impostare tutta la campagna in modo diverso. Lunedì prossimo i parlamenti tedesco e francese voteranno un progetto di riforma dell'Unione Europea, noi vogliamo parlare di questo». Anche da lui, infine, un accenno alle elezioni regionali: «Se Liberi e Uguali non sosterrà Gori, rischierà di far vincere la coalizione di Fontana».

Gori: "Onorato del sostegno, ora raccogliamo le firme"

Non si è fatta attendere la risposta (positiva) di Gori al sostegno espresso da Più Europa. «E' un'ottima notizia che mi onora personalmente - ha scritto in una nota il candidato alla presidenza della Lombardia per il centrosinistra, attuale sindaco di Bergamo -. Il loro contributo ideale e progettuale renderà ancora più forte la nostra proposta ai cittadini lombardi».

E quello di Gori è un sì anche alla richiesta d'aiuto per le firme, accettando la condizione posta da Cappato. «Chiedo l'impegno di tutte le forze che mi sostengono - ha proseguito il candidato presidente - per la raccolta firme necessaria a presentare la lista Più Europa, oltre che per la proposta di legge nazionale di iniziativa popolare di modifica delle modalità con cui deve avvenire la sottoscrizione».

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