Milano, aumentata la soglia di esenzione Irpef: ecco chi non pagherà

Il testo, bocciato dai revisori dei conti di Palazzo Marino, è stato approvato dal consiglio

Il consiglio comunale di Milano

È stata approvata dal consiglio comunale di Milano l’aumento della soglia di esenzione per l’Imposta sul reddito delle persone fisiche, addizionale comunale (Irpef). Il minimo per non versarla è stato alzato a 23mila euro (prima della "manovra" fissato a 21mila euro). La misura, che riguarderà circa 50 mila contribuenti e che per Palazzo Marino ha l’obiettivo di sostenere i redditi minori, è stata varata con 25 voti a favore e 2 astenuti nella giornata di lunedì 28 settembre.

Il testo è passato nonostante il parere negativo dei revisori dei conti, notificato ai consiglieri nei giorni scorsi. E il bilancio del comune del 2020 non sarà rosa e fiori, anzi. Secondo l'assessore al bilancio Roberto Tasca Palazzo Marino dovrà fare i conti con molti meno soldi nel salvadanaio: "530milioni di euro di minori entrate, di cui 317 milioni in meno milioni dovuti ai mancati ricavi provenienti della vendita dei biglietti di Atm che impattano direttamente sul Comune, 40milioni in meno di imposta di soggiorno, 37milioni di Imu e 21milioni di Cosap".

La manovra, secondo le stime, "avrà un impatto di 7 o 8 milioni e mezzo calcolati sulla base dei redditi 2017. Ma ce ne faremo carico, perché è una misura sociale importante ed è un segnale forte di sostegno alla collettività".

Critica la minoranza

"Sull’innalzamento della soglia di esenzione dell’addizionale Irpef la giunta Sala ha collezionato l’ennesimo flop. Non solo la sinistra ha rinnegato la promessa - fatta dal sindaco nel 2016 - di alzare la soglia a 28mila euro, ora i revisori hanno bocciato persino il ‘mini sconto’ per mancanza di coperture", ha commentato Gianluca Comazzi, consigliere comunale e capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale. 

"Novantamila contribuenti fra i 23 e 28mila pagheranno 200 euro di tasse in più perché il sindaco Sala ha disatteso una sua precisa promessa elettorale — ha chiosato Fabrizio De Pasquale, capogruppo di Forza Italia —. Il parere contrario dei revisori dei conti impone di fare chiarezza sui conti del Comune basati su trasferimenti statali e stime di entrate tutte da verificare". 

"A fronte delle enormi difficoltà economiche e sociali che i milanesi hanno già affrontato nella prima parte di quest'anno e che andranno ad aumentare nei prossimi mesi, l'amministrazione Sala, dopo aver fatto pagare la Tari alle attività che erano chiuse, ora pretende di far pagare anche l’addizionale comunale Irpef — ha criticato Andrea Mascaretti, capogruppo del Gruppo Misto ed esponente di Fdi —. La posizione di Fratelli d’Italia a Palazzo Marino è chiara: azzerare le tasse locali e la burocrazia che rischiano di affossare l’economia della Città già duramente provata dal lockdown e dall’epidemia"

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