Cappato assolto, il Pd festeggia ma in Regione Lombardia boicotta l'eutanasia legale

Il leader radicale è stato assolto a Massa per un caso simile a quello di dj Fabo: in Regione l'ordine del giorno per chiedere al Parlamento di fare una legge, ma il Pd non si compatta sul "sì" e lo fa naufragare

Il segretario nazionale del Partito Democratico, Nicola Zingaretti, aveva salutato con soddisfazione l'assoluzione di Marco Cappato e Mina Welby a Massa dall'accusa di aiuto al suicidio per il caso di Davide Trentini, simile ma non identico a quello di dj Fabo. «Una buona notizia, un abbraccio!», aveva commentato. Poi, però, il Pd ha di fatto "boicottato" un ordine del giorno in Regione Lombardia con cui si chiedeva alla giunta di incoraggiare il Parlamento italiano a discutere la legge sull'eutanasia legale, come la Corte Costituzionale aveva richiesto proprio in merito al caso di dj Fabo.

Cortocircuito Pd, al Pirellone. Dove 8 consiglieri "dem" su 14 hanno contribuito a bocciare l'ordine del giorno (che non è passato con 29 contrari e 27 favorevoli), proposto dal consigliere di +Europa/Radicali Michele Usuelli. La giunta, come spesso accade sui temi etici, aveva lasciato libertà di voto alla sua maggioranza e, infatti, alcuni consiglieri di centrodestra hanno votato a favore. Ma non è stato sufficiente. 

«Otto consiglieri su quattordici hanno inspiegabilmente frantumato una speranza di dibattito, inaspettata quanto inesplorata, che magari avrebbe potuto contribuire ad interrompere l'assordante silenzio istituzionale che avvolge il tema eutanasia», commenta Barbara Bonvicini, esponente di Radicali Italiani. 

Il voto in aula

Tra le opposizioni hanno votato a favore compattamente i gruppi del Movimento 5 Stelle, di Italia Viva, di Azione e di +Europa. Nel Pd, i sì sono stati quelli di Bocci, Borghetti, Bussolati, Orsenigo, Piloni e Scandella. Assenti Astuti, Forattini, Girelli, Rozza, Straniero e Villani. Non hanno invece partecipato al voto Pizzul e Ponti.

In maggioranza, la gran parte dei presenti ha votato contro l'ordine del giorno. I favorevoli sono stati Lucente (Fratelli d'Italia), Palmeri (Energie per l'Italia), Altitonante e Palumbo (Forza Italia), Mariani e Pase (Lega), mentre Beccalossi (Misto) si è astenuta.

Il caso Trentini e il caso Fabo

Martedì 28 luglio Marco Cappato e Mina Welby sono stati assolti a Massa dalle accuse di istigazione e aiuto al suicidio per il caso del 53enne Davide Trentini, malato di sclerosi multipla da quando aveva 27 anni. Il 13 luglio 2017, dopo che Cappato aveva reperito il denaro necessario, Welby accompagnò Trentini a morire con il suicidio assistito in una clinica di Basilea, in Svizzera. I due, tesoriere e co-presidente dell'Associazione Coscioni, si autodenunciarono presso i carabinieri di Massa, la città di Trentini, facendo partire il procedimento penale.

Trentini non era tenuto in vita da macchinari, come invece il milanese Fabianoo Antoniani, ma era comunque sottoposto al trattamento di sostegno per le cure farmacologiche. Antoniani, meglio noto come dj Fabo, nel 2014 subì un gravissimo incidente stradale che lo rese tetraplegico e cieco. Decise quindi di porre fine alla sua vita chiedendo aiuto all'Associazione Coscioni. Cappato lo accompagnò in Svizzera dove morì in una clinica il 27 febbraio 2017. Subito dopo Cappato si autodenunciò presso i carabinieri di Milano.

Al processo, i giudici chiesero alla Corte Costituzionale un parere: questa rinviò la pronuncia di un anno invitando il Parlamento a legiferare per colmare un vuoto normativo relativo a diritti "meritevoli di tutela". Scaduto il tempo senza una nuova legge, la Consulta nel settembre 2019 sentenziò che, laddove il proposito di morire si fosse formato in modo autonomo nel paziente, chi ne agevola l'esecuzione non possa essere punito, dichiarando quindi incostituzionale l'art. 580 del codice penale.

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