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Domenica, 14 Aprile 2024
Al Pirellone

Arriva anche in Lombardia la proposta sul suicidio assistito appena bocciata in Veneto

Oltre 8mila firme raccolte dall'Associazione Coscioni. Cappato: "Essere aiutati a morire è già un diritto. Chiediamo semplicemente tempi certi per stabilire se un malato ne ha diritto". La legge bocciata in Veneto nonostante l'appoggio del governatore Zaia

È stata depositata al Pirellone, giovedì mattina, la proposta di legge popolare 'Liberi subito', sul suicidio assistito, promossa dall'Associazione Luca Coscioni, per regolamentare l'aiuto medico alla morte volontaria sulla base di quanto stabilito dalla Corte costituzionale con la cosiddetta 'sentenza Cappato', che ha dato il via libera al suicidio assistito se sussistono alcune precise condizioni.

Davanti al Pirellone, con gli scatoloni contenenti 8.181 firme (ne bastavano 5mila), c'era proprio Marco Cappato, tesoriere della Coscioni, che tra l'altro è "fresco" di ricovero all'ospedale di Aosta dopo un malore accusato durante le vacanze di Natale. Dopo la verifica della regolarità delle firme, l'ufficio di presidenza del consiglio comunale si esprimerà sull'ammissibilità della legge popolare, già dichiarata ammissibile in Veneto (dove è stata però respinta dall'aula martedì, nonostante l'appoggio del governatore Luca Zaia), Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Abruzzo.

"In Italia è già un diritto essere aiutati a morire in determinate condizioni", ha detto Marco Cappato: "Questa legge regionale chiede semplicemente che ci siano tempi certi per rispondere alle persone che chiedono di essere aiutate a morire, per evitare che si tenga per mesi o anni una persona, affetta da sofferenze insopportabili, senza nemmeno dare una risposta. È competenza del servizio sanitario e quindi della Regione". Da questo punto di vista, la bocciatura in Veneto è avvenuta "per un equivoco o una menzogna", dato che non si discuteva se dare ai malati il diritto di morire, ma appunto le tempistiche entro cui dare loro una risposta.

Dieci Regioni

Oltre agli attivisti dell'Associazione Coscioni, al Pirellone erano presenti dirigenti e militanti di Radicali Italiani, Associazione Enzo Tortora, +Europa Milano e diversi consiglieri regionali: Nicola Di Marco (Movimento 5 Stelle), Paola Bocci e Carmela Rozza (Partito democratico), Lisa Noja (Italia Viva) e Michela Palestra (Patto Civico). C'era anche Michele Foggetta (Alleanza Verdi-Sinistra), già candidato sindaco di Sesto San Giovanni.

Con la Lombardia, diventano dunque 10 le Regioni italiane in cui la proposta di legge è stata depositata. Oltre al Veneto (dove è stata già bocciata, come si diceva), ci sono Piemonte, Emilia Romagna, Abruzzo e Friuli Venezia Giulia. E poi Sardegna, Basilicata e Lazio, dove la proposta è stata depositata attraverso iniziative dei Comuni o dei consiglieri regionali, e Puglia, Marche e Calabria.

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