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Regione, la maggioranza approva mozione su "Festa della famiglia naturale"

Forti le critiche dell'opposizione e delle associazioni per i diritti Lgbt. Si chiede alla giunta Maroni una data per la festa

La maggioranza di centrodestra in Lombardia ha approvato in consiglio regionale una mozione in difesa della famiglia "fondata sull'unione tra uomo e donna". I gruppi di opposizione (Pd, Patto civico e M5S) al momento del voto sono usciti dall'Aula. E si sono scatenate le polemiche dell'Arcigay.

Nel testo, firmato da tutto il centrodestra regionale, si chiede alla giunta guidata da Roberto Maroni di trovare una data per celebrare la 'Festa della famiglia naturale'. "Dietro lo spettro dell'omofobia si sta cercando di imporre un modello culturale ostile alla famiglia naturale", ha sostenuto il capogruppo legista e primo firmatario, Massimiliano Romeo.

Proprio con un voto della Lega l'Ufficio di presidenza del Consiglio ha autorizzato il patrocinio gratuito alla parata di sabato scorso, organizzata dalle associazioni in difesa dei diritti Lgbt.

"Mentre Berlusconi indossa la maschera del liberale ecco che i suoi sodali infieriscono su chi gia' quotidianamente e' discriminato", ha attaccato in un comunicato Flavio Romani, presidente nazionale di Arcigay, "squallore clericofascista" l'ha bollato Franco Grillini, presidente di Gaynet mentre secondo il presidente Milanese dell'Arcigay Marco Mori il testo e' motivato "odio crudele e viscerale" per gli omosessuali.

A queste ultime affermazioni il presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo (Ncd), ha replicato augurandosi che la lotta all'omofobia non sfoci nella 'familiofobia'. Per il Pd questa e' una "mozione strumentale priva di effetti pratici" perche' "la Festa della famiglia gia' esiste", invece per il consigliere M5S Iolanda Nanni (contestata da Lega e Lista Maroni perche' in Aula aveva indosso una maglia dell'Arcigay), quello approvato e' invece un "disciplinare interno" del Carroccio, contro le "correnti nel partito che vorrebbero una maggiore apertura".

Durissima la reazione di Sel e Radicali, che parlano di "Lombardia nuova Vandea italiana" e di "discriminazione della maggioranza dei cittadini lombardi", compresi i single, le famiglie monogenitoriali e quelle allargate.

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