Mercoledì, 16 Giugno 2021
Politica

Il caso della figlia della consigliera di Sel in aula. Sala: "Sarà sempre ben gradita"

"Un'aula di consiglio comunale non è un luogo adatto ai bambini": così il capogruppo leghista Morelli, che ha chiesto spazi "dedicati". Le repliche

Anita Pirovano (foto Fb)

Anche i neonati sono frutto di polemica politica a Milano. Ne sa qualcosa Anita Pirovano, consigliera comunale di Sinistra x Milano (è la coordinatrice milanese di Sel) e mamma di una bambina di otto mesi, Viola. La scorsa settimana l'ha portata, per un'oretta, in aula a Palazzo Marino. Un gesto che ha spiegato affermando che il cambio dell'asilo nido, da affrontare con gradualità, le pone la necessità logistica di portare, ogni tanto, sua figlia in aula. Peraltro senza che la piccola arrecasse disturbo ai lavori del consiglio.

L'attacco è arrivato dal caporgruppo della Lega Nord, Alessandro Morelli, durante una conferenza dei capigruppo. Morelli ha affermato che «l'aula consiliare non è un luogo adatto ai bambini» e poi ha richiamato l'attenzione del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, sulla necessità di prevedere spazi per neonati nei luoghi pubblici: «Mi sembra strano che proprio una mamma non capisca la necessità che a Palazzo Marino ci sia un'area dedicata ai figli di consiglieri e dipendenti», ha concluso Morelli ricordando che anche lui sarà tra poco papà.

Le parole di Morelli hanno suscitato forti reazioni da parte della politica cittadina. A partire dal sindaco, chiamato direttamente in causa, che su Facebook ha scritto che «Viola sarà sempre ben gradita in consiglio comunale». "JeSuisViola", ha scritto - sempre su Facebook - il presidente del Municipio 8 Simone Zambelli (dello stesso partito di Anita Pirovano). Durissimo l'assessore alle politiche sociali Pierfrancesco Majorino: «Per me la cosa è semplice: i leghisti si sono bevuti il cervello». 

E la diretta interessata non si è fatta certo intimorire: su Facebook, dopo le polemiche, ha scritto un post al vetriolo. «Che per la Lega - ha scritto la Pirovano - la presenza, per ragioni non preventivabili né posticipabili, di una neonata in un'aula istituzionale possa essere considerato un problema e la violazione di un regolamento fa venire il legittimo dubbio che l'unica secessione che cercano sia quella con la modernità e con il buon senso».

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