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Firme false, ex collaboratrice Pdl: "Podestà disse di farle"

Clotilde Strada ricostruisce a processo la fase finale della raccolta firme per le regionali del 2010

Firme false per le elezioni regionali del 2010: al processo in corso, l'ex collaboratrice del Popolo della libertà Clotilde Strada ha confermato quanto già messo a verbale a riguardo di Guido Podestà, oggi presidente della provincia di Milano e, all'epoca dei fatti, coordinatore lombardo del partito. La Strada, che ha patteggiato 18 mesi, ha ricostruito la giornata del 26 febbraio 2010: "Alle sei di sera - ha affermato in aula - mancavano circa 500 firme. Ho chiesto al mio diretto responsabile Podestà di venire in sede".

E ha ripetuto che Guido Podestà le rispose: "Avete i certificati, usateli", riferendosi ai certificati elettorali di elettrici ed elettori. Secondo la Strada, l'alternativa sarebbe stata quella di "non presentare la lista e fare decadere le liste provinciali collegate, cioè non presentare Formigoni e le liste alle regionali". Ma non è tutto: Clotilde Strada ha anche confermato altre frasi da lei attribuite a Podestà, come quella sui collaboratori ("Sarebbe difficile sostenere il rinnovo dei contratti se ci saranno problemi sulla presentazione delle liste").

Presente in aula il presidente Podestà, assistito dall'avvocato Gaetano Pecorella che ha controinterrogato Clotilde Strada sottoponendole molte contestazioni anche su alcune date da lei riferite.

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