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Guerra sindaci regione. 'Più fondi a comuni di centrodestra', Fontana: 'Restituite i soldi'

Scontro sui fondi del piano Marshall. Sindaci all'attacco: "Più soldi ai comuni di centrodestra"

Scontro frontale tra regione Lombardia e sessanta sindaci della città metropolitana di Milano. Motivo della "guerra", con i toni che si fanno sempre più alti, i fondi del piano Marshall, il grande progetto del Pirellone che ha stanziato quasi 4 miliardi di euro da assegnare ai comuni per cantieri e opere pubbliche per far ripartire l'economia dopo l'emergenza coronavirus. 

A far litigare il governatore Attilio Fontana e i primi cittadini è proprio il modo in cui sono stati assegnati i soldi ai comuni, che - a sentire i sindaci - sarebbero stati privilegiati in base al colore politico. 

Secondo gli amministratori locali, che avevano già messo nero su bianco le loro preoccupazioni in una lettera del 18 dicembre, la giunta avrebbe infatti decisamente favorito i comuni guidati dal centrodestra, anche prescindendo dai progetti presentati. Un'accusa, pesante, alla quale il governatore ha risposto venerdì mattina con una "contro lettera" indirizzata ai sindaci. 

"Più fondi ai comuni del centrodestra"

A ricostruire la vicenda, con una lunga diretta su Youtube, è stato Simone Negri, che amministra Cesano Boscone. "Il problema di fondo è che una bella fetta di queste risorse del piano Marshall è stata attribuita ai comuni senza criteri di trasparenza e con un meccanismo iniquo. A comuni del centrodestra - ha assicurato - sono stati attribuiti fondi nella misura di 50 euro in più per abitante rispetto a quelli governati dal centrosinistra".

Sono - ha sottolineato il sindaco, facendosi portavoce del pensiero dei colleghi - "differenze che non trovano riscontro in una maggiore efficienza di questi comuni nel presentare progetti o rispondere a bandi, ma semplicemente a una volontà politica di regione che ha deciso in consiglio l'attribuzione di risorse a questi comuni soltanto sulla base di ordini del giorno ed emendamenti, votati proprio dai consiglieri dalla maggioranza". 

"A me nessuno ha chiesto se avessi opere da segnalare o importanti da realizzare, ma si è deciso solo sulla base delle conoscenze di questo o quel consigliere di maggioranza - ha ribadito Negri -. Un meccanismo così porta a favorire una parte politica". E per essere ancora più credibile, il sindaco ha portato qualche esempio: "Non sono opere di interesse regionale quelle finanziate. Una rotonda in una stradina di campagna o una pista ciclabile o un parcheggio per camper in un comune bresciano sono opere che hanno un interesse locale, legato al territorio, e non regionale, di grandi infrastrutture pubbliche". In più ci sarebbero anche "opere senza progetto" tra quelle finanziate o "senza cronoprogrammi". 

"Restituite i soldi"

Di diverso avviso, chiaramente, Attilio Fontana, che non ha fatto nulla per nascondere il nervosismo. "Constato con un po' di rammarico le vostre prese di posizione che tendono a dimenticare gli investimenti di cui anche i vostri comuni potranno beneficiare", si legge in un passaggio della lettera di risposta ai sindaci. 

Poi, la bordate: "Qualora però riteniate questi interventi non adeguati o meritevoli di un così rilevante sostegno regionale - la conclusione del governatore - vi invito coerentemente a restituire alla regione le risorse stanziate ai vostri comuni, che potranno così essere redistribuite, attraverso appositi bandi, ad altri territori più disponibili". E ora la palla torna ai sindaci.  
 

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