Il Pd: "Regione bloccata, Formigoni non testa da altra parte"

Pronta la mozione di sfiducia per il governatore lombardo. Martina (Pd): "Come fa a governare se pensa ad altro". Ma Formigoni non cede: "Fandonie"

Formigoni e l'ex assessore Monica Rizzi, indagata

"C'é una Regione imbalsamata, bloccata: continuare a tirare a campare per mesi è un danno per la Regione Lombardia, serve il ritorno alle urne. Il tema non è giudiziario, ma è di responsabilità politica".

Il segretario lombardo del Pd, Maurizio Martina, è tornato così a chiedere le dimissioni del governatore Roberto Formigoni, alla luce dei nuovi particolari che trapelano dalle inchieste sulla sanità a proposito dei suoi rapporti con Piero Daccò.

"Di fronte al quadro che sta emergendo - ha spiegato a margine di un convegno organizzato dal Consiglio regionale sui fondi Ue -, è necessario distinguere subito il piano personale dalla rappresentanza istituzionale. E' questo che chiediamo al presidente, perché la Regione deve liberarsi di questa cappa e concentrarsi sui problemi veri".

Martina ha ricordato che già il prossimo martedì l'Aula del Pirellone dovrebbe discutere la mozione di sfiducia a Formigoni presentata dal Pd insieme a Idv e Sel. "Come si fa - si è chiesto sempre lunedì il consigliere segretario del Pirellone, Carlo Spreafico (Pd) - a governare una Regione strategica come la Lombardia se c'é la testa da un'altra parte? Chiediamo di tornare a votare, dopodiché è chiaro che dipende da Formigoni: col sistema elettorale regionale siamo a un super-presidenzialismo da paese delle banane".

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