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Martedì, 5 Luglio 2022
Politica

Formigoni indignato con chi vorrebbe condannarlo "a morire di stenti"

L'ex presidente lombardo ha denunciato le "invettive forcaiole" che gli sarebbero state rivolte in questi anni

Polverone dopo la notizia di mercoledì mattina sul fatto che l'ex parlamentare ed ex presidente di regione Lombardia, Roberto Formigoni riprenderà a percepire il vitalizio. Ma il Celeste si indigna di fronte alle polemiche denunciando di essere vittima da anni di "invettive forcaiole".

"Si deve chiedere a quei parlamentari, a quegli intellettuali e a quei commentatori che tanto si stracciano le vesti di fronte a una sentenza, se ritengano che lo stato di diritto sia ancora il baluardo contro gli abusi di qualsiasi potere a protezione della singola persona o se per qualcuno possa invece essere ripristinata una forma di condanna a morire di stenti". Queste le parole che Formigoni ha affidato all'Ansa in una nota.

La polemica si deve alla decisione della commissione contenziosa del Senato di annullare  la delibera che prevedeva la sospensione del vitalizio per l'ex presidente lombardo dopo i suoi guai con la giustizia. In buona sostanza, è stato stabilito che Formigoni, oggi 74enne, ha diritto alla pensione e per questo tornerà a ricevere il vitalizio che era stato sospeso a luglio 2019. L'ex parlamentare aveva infatti presentato un ricorso contro l'annullamento del vitalizio maturato come senatore e la commissione contenziosa gli ha dato ragione. 

La scelta di togliergli il vitalizio era arrivata dopo la condanna in Cassazione per Formigoni, punito con 5 anni e 10 mesi di carcere per corruzione nell'ambito della vicenda sulle tangenti intorno alla clinica Maugeri. All'ex presidente lombardo, che era stato in cella a Bollate prima di essere messo ai domiciliari, erano stati sequestrati anche tutti i beni su decisione della Corte dei conti, tanto che più volte lui stesso aveva detto di essere ormai indigente. 

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