Sea, Gamberale (prosciolto) si sfoga: "Pisapia? Un pover'uomo"

Il top manager era accusato di turbativa d'asta: il gup lo ha prosciolto. E ha attaccato il sindaco perché il comune di Milano si era costituito parte civile

Vito Gamberale

L'ex "patron" del Fondo F2i Vito Gamberale è stato prosciolto dall'accusa di turbativa d'asta in merito all'acquisto di quote di Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi, da parte del comune di Milano. Prosciolti anche gli altri due indagati. Lo ha stabilito il gup Anna Maria Zamagni, ritenendo che non vi fossero elementi di prova tali da disporre il rinvio a giudizio. L'accusa era di essersi accordati perché l'offerta presentata da un fondo indiano concorrente arrivasse in ritardo per non poter essere ammessa.

La gara venne vinta da F2i nel dicembre 2011, con un rilancio di un euro rispetto alla base di 385 milioni. Il fondo indiano presentò effettivamente la busta con qualche minuto di ritardo. F2i preferì l'opzione del 29,75% della sola Sea rispetto a una quota inferiore di Sea con una quota di Serravalle. Secondo il gup, il rilancio di appena un euro non è prova sufficiente dell'accordo. Inidonee ad essere utilizzate anche le dichiarazioni (di parziale ammissione, a quanto riferiscono fonti giudiziarie) rese dal rappresentante degli indiani. Nessuna prova, peraltro, che il fondo indiano abbia accettato eventuali proposte d'accordo.

"PISAPIA? POVER'UOMO" - Dopo la lettura della sentenza, Gamberale si è sfogato contro la decisione del comune di Milano di costituirsi parte civile nel procedimento e ha affermato che Giuliano Pisapia (sindaco di Milano) è "un pover'uomo" e che "Milano merita ben altro, perché si sono voltate le spalle a chi ha aiutato il comune". Poi si è lamentato che un giudizio del genere sia stato "tenuto in piedi per due anni", riferendosi alla lunghezza della giustizia in Italia.

LA REPLICA: "DOVEROSO" - Il sindaco ha replicato che la costituzione in parte civile fosse doverosa. "La gioia per il proscioglimento - ha affermato Pisapia - non deve permettere a Gamberale prima di insultare l'avvocatura comunale, come ha fatto oggi in una pausa dell'udienza, poi il sindaco che non ha fatto altro che il suo dovere". Ha proseguito Pisapia: "Gamberale dovrebbe sapere perfettamente che nel momento in cui nella richiesta di rinvio a giudizio della procura della repubblica il comune era considerato parte offesa, era doveroso costituirsi parte civile per poi, in caso di rinvio a giudizio, valutare le richieste e fare le proprie conclusioni sulla base di quanto emerso in sede dibattimentale".

La procura di Firenze, nell'ottobre 2011, aveva trasmesso a Milano alcune intercettazioni telefoniche, in cui Gamberale avrebbe affermato che il comune di Milano avrebbe preparato un bando "fatto su misura" per il suo fondo. Ma il fascicolo venne "dimenticato" (proprio di dimenticanza ebbe poi modo di parlare il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati) per diversi mesi, poi assegnato al dipartimento Pubblica amministrazione coordinato da Alfredo Robledo.

I SOSPETTI IN CONSIGLIO COMUNALE - In occasione dell'approvazione del bando (dopo una seduta fiume) l'opposizione di centrodestra aveva indicato alcuni elementi del bando stesso, che potevano essere anche interpretati dai maligni come "favori" all'aggiudicatario. Gamberale e F2i, peraltro, avevano già dichiarato un interesse verso Sea. Ecco gli elementi: la base d'asta, corrispondente alla cifra più bassa della "forchetta" stimata dalla società Kpmg, e la previsione che il socio acquirente avrebbe potuto indicare il direttore finanziario di Sea. In pratica: avrebbe acquisito il 20 o il 29% della società ma avrebbe messo un uomo di sua totale fiducia nel posto chiave della gestione.

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LE RISPOSTE DELL'ASSESSORE TABACCI - L'allora assessore al bilancio Bruno Tabacci aveva replicato di augurarsi una gara al rialzo (che poi non c'è stata) e di avere posto, come valore base, una cifra comunque superiore a quella manifestata verbalmente e pubblicamente come interessante da Gamberale ("Non abbiamo detto 'venite che vi regaliamo un po' di gioielli di famiglia', tutt'altro", le parole di Tabacci).

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