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Omofobia, rimandata sospensione gemellaggio con San Pietroburgo

Era il giorno della mozione di Cappato (Radicali) che chiedeva la sospensione del gemellaggio con la città che ha vietato i Gay Pride. Ma c'era la direzione regionale del Pd

Fuori da Palazzo Marino un presidio dei Radicali, con la presenza del senatore Marco Perduca. Dentro l'aula si aspettava il voto, finalmente, sulla sospensione del gemellaggio tra Milano e San Pietroburgo, la città russa che ha proibito le "manifestazioni pubbliche di omosessualità", impedendo quindi anzitutto il Gay Pride ma non solo. Multe salate (fino a 12.500 euro) per ogni "atto pubblico" che "promuova" l'omosessualità, praticamente equiparata alla pedofilia.

Ma il voto non c'è stato. Andrea Fanzago (Pd) a un certo punto ha infatti chiesto la chiusura della seduta perché di lì a poco sarebbe iniziata la direzione regionale del suo partito. Cappato non ha potuto farci nulla. Dopo il voto a favore della chiusura anticipata è sbottato fuori microfono: "Questo - ha detto all'indirizzo dei banchi del Pd - è un comportamento scorretto, si sapeva che finalmente si sarebbe votata questa mozione e invece bisogna rimandare per questo c... di Partito democratico".

Calendarizzata (e rimandata) anche un'altra mozione, quella di Mattia Calise (Movimento 5 Stelle) sui biglietti gratis ai politici. Cappato e Calise hanno poi amaramente commentato a MilanoToday: "Votano le loro mozioni e quelle per loro più scomode le rimandano". In teoria ora si voteranno lunedì prossimo, a meno che nel frattempo non vengano inseriti altri punti all'ordine del giorno che avrebbero la precedenza sulle mozioni.

"Fin da quando la città di San Pietroburgo ha approvato la legge - aveva dichiarato fuori da Palazzo Marino Marco Perduca a MilanoToday - chiediamo al comune di Milano un'azione per dimostrare la contrarietà all'omofobia e a una norma che vieta il Gay Pride. Perlomeno chiediamo la sospensione del gemellaggio. Finalmente questo consiglio comunale prenderà una decisione che caldeggiamo da tempo". Ma il Pd aveva qualcosa di più importante da fare.

I Radicali nei mesi scorsi avevano già organizzato un presidio nelle vicinanze del consolato russo.  Nel video in basso, la dichiarazione di Marco Cappato dopo la chiusura della seduta. Nella foto in basso, il presidio fuori da Palazzo Marino (al centro il senatore Perduca).

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