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Lombardia, rimpasto in giunta: le reazioni politiche

L'annuncio ufficiale di Fontana e le reazioni politiche in Lombardia

Prime reazioni dopo l'annuncio della nuova giunta regionale lombarda con l'ingresso di Letizia Moratti al posto di Giulio Gallera e altri cambiamenti. «La Lombardia e i lombardi sono stati umiliati da scelte di partito», il commento di Massimo De Rosa del Movimento 5 Stelle: «Salvini decide sulle poltrone e Fontana legge le sue veline, è il suo ufficio stampa. Il consiglio regionale è esautorato da ogni suo ruolo a favore di un punto stampa dove non è esistita la possibilità, per decine di organi d’informazione,  di chiedere conto di decisioni assunte dalle segreterie dei partiti».

«Il rimpastino lombardo - prosegue De Rosa -, oltre che un’inutile perdita di tempo, sarà indigesto per i lombardi perché in Lombardia non ha fallito una squadra, o solo qualche giocatore in campo. Qui ha fallito un’ideologia sanitaria che ha messo il privato davanti al pubblico, il business prima del servizio. Che Gallera sia stanco è una balla: nella nostra regione è arrivato al capolinea il sistema Lombardia di Formigoni, Maroni e Fontana».

«Il presidente Fontana appare come un uomo solo, sconfessato e commissariato dal suo leader e dalla presenza ingombrante della sua vice», commentano Fabio Pizzul e Vinicio Peluffo, capogruppo del Pd al Pirellone e coordinatore regionale del Pd. «Tutto questo forse non sarebbe successo se il governatore e la sua maggioranza a trazione leghista avessero cambiato rotta dieci mesi fa, quando glielo chiedevamo con forza di fronte al disastro nelle Rsa, della medicina territoriale, del mancato tracciamento e prevenzione. Oggi, forse, lo scenario sarebbe diverso e la Lombardia si sarebbe evitata tanti dei problemi esplosi durante la gestione della pandemia». 

«Questo rimpasto - proseguono - è tardivo e non riuscirà a ridare smalto a una giunta regionale in grandissima difficoltà in cui cambiano alcuni nomi, tutti catapultati da fuori, ma vengono stravolte deleghe e assetti sulle partite strategiche, a partire dalla sanità e dall’assistenza ma anche dello sviluppo economico, dell’istruzione e della casa. Siamo al crepuscolo di una giunta regionale che non ha saputo correggere i suoi stessi errori».

«Alla Lombardia, dopo quanto accaduto e dopo quel che abbiamo potuto vedere, servirebbe un completo "reset" piuttosto che un semplice rimpasto», la reazione di Niccolò Carretta, consigliere di Azione: «Crediamo che occorrerebbe un cambiamento più profondo e radicale. Nonostante non si tratti di una svolta politica significativa vogliamo, però, augurare buon lavoro alle nuove figure che comporranno la giunta lombarda».

«Con questa pandemia, i cittadini hanno compreso per la prima volta quanto dalla politica regionale dipenda la loro stessa salute. Col rimpasto, il risultato non cambia: Letizia Moratti non è più preparata sui temi sanitari di quanto lo fosse Giulio Gallera. Questa sostituzione non è dovuta a valutazioni di merito sull’operato di uno o dell’altra, ma è frutto di considerazioni puramente partitiche, che in quanto tali non ci aiutano nella risoluzione della pandemia. Come abbiamo fatto con l'assessore Gallera, l’opposizione istituzionale di Più Europa-Radicali non mancherà di proporre miglioramenti alla sanità lombarda, plaudire ogni volta che Moratti prenderà giusti provvedimenti, e criticare ogni volta che la dovessimo vedere chiusa, sorda ed arroccata nel palazzo del potere, come quasi sempre accade alla giunta di cui è entrata a far parte. Riconosciamo a Giulio Gallera il merito di aver fatto in epoca pre-Covid piccoli passi avanti rispetto alla visione sanitaria clericale del passato, il commento di Michele Usuelli, consigliere di Più Europa-Radicali.

«Sará il tempo a dire se il rimpasto così sostanzioso in Lombardia è segno di un cambio di rotta o solo una operazione di facciata per coprire errori, ritardi e una totale mancanza di regia nella gestione di una gravissima emergenza sanitaria, che rischia di lasciare macerie in campo economico e sociale. Ma certamente apprezzo chi non persevera nell'errore e mette un punto. Si chiude la brutta stagione Gallera, che si è fatto riconoscere più per le sue gaffes che per capacità politica e organizzativa. Moratti è certo una figura di qualità riconosciuta nel mondo del welfare e dovrà recuperare molto ritardo in una regione che ha bisogno di dare risposte ai cittadini e intercettare le nuove sfide in un contesto sociale ed economico profondamente mutato dall’emergenza». Così Maria Chiara Gadda, deputata di Italia Viva.

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