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Palazzo Marino, Giunta approva il Pgt: accolte il 7% delle osservazioni dei cittadini

Il documento dovrà essere approvato dal Consiglio entro il 14 febbraio. Moratti: "Non approvarlo farebbe del male a Milano". Pisapia: "Sia la nuova giunta a prendere le decisioni di maggior rilievo"

La Giunta Moratti ha approvato le modifiche al piano di governo del territorio di Milano che sostituirà il vecchio piano regolatore, recependo 349 delle 4.765 osservazioni dei cittadini, pari al 7,9% del totale.

Ora la palla passa al Consiglio per il definitivo via libera che dovrà arrivare entro il 14 febbraio, pena la decadenza del provvedimento. "Il percorso del pgt è stato molto ampio e approfondito e ha coinvolto tutta la città - ha affermato il sindaco di Milano Letizia Moratti - non approvarlo ora farebbe del male a questa città". Proprio perché l'iter è stato lungo e ha già visto al lavoro per mesi il consiglio comunale nella fase di adozione, il sindaco Letizia Moratti ha giudicato "fisiologico" che solo una parte assai esigua delle osservazioni sia stata recepita in questo ultimo tornante dell'iter del pgt.

"A presentare osservazioni - ha osservato l'assessore all'Urbanistica Carlo Masseroli - sono stati 1.200 cittadini, lo 0,1% della popolazione totale e questo mi fa dedurre che la maggioranza dei milanesi, non presentando osservazioni, abbia di fatto approvato il piano".

Dopo una prima analisi affidata agli uffici tecnici che ha liquidato oltre i 2/3 delle osservazioni come "discordanti rispetto al piano votato dal consiglio comunale", il lavoro di recepimento delle 249 modifiche è stato frutto del dibattito che si è aperto nella commissione consiliare e che ha portato al raggruppamento delle stesse in 8 macroaree.

"Non c'é nessuna rivoluzione - ha assicurato Masseroli - nessuna richiesta di aumentare o diminure le volumetrie è stata accolta". Ora si aprirà il braccio di ferro in consiglio comunale sulla modalità di approvazione del nuovo documento di programmazione urbanistica: l'opposizione spinge per un esame puntuale di tutte le osservazioni, la maggioranza per serrare i tempi preme per una discussione sommaria per ambiti omogenei.

"Siamo davanti al prendere o lasciare - è stato l'appello di Masseroli - e se si lascia si perderà l'aumento del verde, i 30 mila alloggi a prezzi calmierati, uno sviluppo della città legato alle infrastrutture: si perde un piano urbanistico che è impastato di welfare. E' responsabilità di ciascuno essere consapevoli delle scadenze del piano. Secondo me una forma ragionevole per la discussione in consiglio è quella di procedere per raggruppamenti e, se sarà richiesto, esaminare qualche osservazione in modo puntuale".

L'appello di Pisapia. Prima che la giunta Moratti desse il suo ultimo via libera al piano di governo del territorio, il candidato sindaco del centrosinistra a Milano, Giuliano Pisapia, ha avanzato la proposta di una 'moratoria' sul nuovo documento di programmazione urbanistica. Secondo il candidato sindaco del centrosinistra l'attuale maggioranza avrebbe dovuto rimandare le decisioni di maggiore rilievo.

"Non è accettabile che un sindaco in scadenza e con una maggioranza risicata e assente dall'aula del consiglio comunale - ha attaccato Pisapia inaugurando la nuova sede del suo comitato elettorale - approvi un provvedimento che avrà un'incidenza così importante sullo sviluppo futuro della città nei prossimi anni". Da qui l'appello di Pisapia alla moratoria, al sostanziale congelamento della discussione del Pgt, perché possa essere debitamente affrontato dal nuovo consiglio comunale.

"Così come già avviene a livello parlamentare - ha chiosato - chiedo che negli ultimi sei mesi di mandato venga rispettato un semestre bianco e non vengano prese decisioni importanti, che poi ricadranno sul nuovo sindaco, sulla nuova giunta e sul nuovo consiglio comunale". Pisapia ha inoltre chiesto che, qualora il consiglio comunale si appresterà a discutere il nuovo Piano di Governo del Territorio, sia concesso all'aula la facoltà di esaminare tutte le oltre 4 mila osservazioni che i cittadini hanno redatto sul nuovo documento di programmazione urbanistica.


"Se a Milano - ha concluso Pisapia - tanta parte della città viva e attiva non gradisce il Pgt di Moratti e Masseroli, occorre prenderne atto e non saranno le scorciatoie o i trucchi regolamentari a nascondere il problema: non si possono liquidare con otto votazioni oltre 4 mila osservazioni dei cittadini". In ogni caso Pisapia si è detto pronto a presentare alla città un piano di governo del territorio alternativo a quello della maggioranza di centrodestra, se non sarà accolta la sua proposta di moratoria.

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