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Martedì, 7 Dicembre 2021
Politica

Pisapia e la giunta "cattolica": il lungo elenco degli scontenti

Alla presentazione Pisapia ha detto "che si prende le responsabilità di tutte le scelte". Ma i mugugni, specialmente nella sinistra più "marcata", sono molti. A partire da Idv, Radicali e FdS: nessun assessorato

tajaniE' davvero la "giunta Vendola-Bindi", come era stata ironicamente ribattezzata nei giorni scorsi, quando le voci sui nomi degli assessori si facevano sempre più precise e il cerchio si chiudeva?

Di primo acchito sembra che sia stato dato più spazio ai cattolici che ai vendoliani, almeno di stretta osservanza. Se infatti i primi si assicurano due esponenti molto vicini al volontariato (il vicesindaco Maria Grazia Guida e Marco Granelli), ma anche l'esponente dell'Api Bruno Tabacci, grande amico dell'alta finanza milanese, i secondi devono accontentarsi di due assessori non proprio "di rango". Si tratta di Cristina Tajani, che è di area Sinistra Ecologia e Libertà ma viene premiata in quanto studiosa del lavoro vicina alla Cgil, e di Daniela Benelli, che fino a pochi mesi fa era del Pd e aveva sostenuto Valerio Onida alle primarie.

LA GIUNTA: TUTTI I NUOVI ASSESSORI CON LE BIOGRAFIE

Il ridimensionamento dell'area più a sinistra della coalizione è ancor più palese se si considera che ben tre partiti con eletti in consiglio comunale (Radicali, Italia dei Valori e soprattutto la Federazione della Sinistra) non hanno assessori.

Fino all'ultimo era soprattutto la FdS ad aspirare, per Basilio Rizzo, a un ruolo in giunta. Ruolo sfumato, forse ricompensato con la presidenza del consiglio comunale. Troppo poco per Antonello Patta, segretario provinciale di Rifondazione: "La formazione della giunta - dichiara - solleva stupore e sconcerto". Rifondazione ha fatto un immenso lavoro alle primarie per sostenere Giuliano Pisapia e portarlo alla vittoria contro Stefano Boeri (a proposito: per lui una delega all'Expo ma "salta" quella all'Urbanistica). Comprensibile quindi il risentimento del partito della falce e del martello di fronte all'esclusione dalla rosa degli assessori, soprattutto visto che è stato ritagliato un posto di prim'ordine (il bilancio) per Bruno Tabacci, che al primo turno aveva sostenuto Manfredi Palmeri insieme al suo partito, l'Api di Rutelli.

I quattro assessorati più delicati (la casa, il bilancio, l'urbanistica e il lavoro) sono andati a tecnici o a esponenti non della maggioranza. Una scelta non casuale, per slegare decisamente questi temi dai partiti che hanno appoggiato Pisapia. Al Pd sono andati invece gli incarichi più istituzionali, più "ordinari".

Naturalmente si può aprire la questione degli esclusi. Carmela Rozza, ad esempio, che da ex segretario del Sunia è certamente una grande esperta di casa, nonostante le oltre 2mila preferenze raccolte si è vista negare l'ingresso in giunta. E' certo che il Pd la ricompenserà col ruolo di capogruppo e magari con la candidatura "blindata" alla Camera alle prossime elezioni politiche. Non aveva "pari diritti" un'altra donna del Pd, Francesca Zajczyk, che non si è ricandidata ma avrebbe potuto portare la sua forte esperienza di sociologa urbana. Ed è noto che dalle parti dell'Italia dei Valori siano piuttosto amareggiati per l'esclusione dalla giunta.

VIDEO: PISAPIA LEGGE LE DELEGHE E GLI ASSESSORI

Anche i radicali non hanno avuto una rappresentanza. Marco Cappato ha confermato l'appoggio a Pisapia sottolineando che "non c'è stata un'eccezione alla regola, propria del potere italiano, di ignorare il valore dei Radicali". E ha concluso ricordando che "il ruolo di presidente del consiglio comunale non è nelle disponibilità del sindaco, ma dei consiglieri": una sorta di promessa a non rendere vita facile all'elezione di Basilio Rizzo.

Infine non è stato coinvolto il verde Enrico Fedrighini, che ha mancato l'elezione in consiglio perché la sua lista non ha avuto diritto a un consigliere nonostante il forte apprezzamento personale (oltre 2mila preferenze) che i milanesi gli hanno accordato. Per ora Fedrighini si è spontaneamente messo a disposizione del neo-assessore all'ambiente Pier Maran: pare che almeno lui l'abbia presa bene.

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