Politica Lambrate / Via Predil

Polemiche sul murales di Lambrate: «Un'opera che inneggia alla violenza»

Centrodestra infuriato contro il graffito apparso sul rilevato ferroviario con le scritte "Antifa" e "No Tav"

Il graffito a Lambrate

Un graffito fa infuriare il centrodestra e una parte di residenti nella zona. Siamo a Lambrate: sui muri del sottopasso di via Predil, nei pressi della stazione ferroviaria, è apparso un murales con le scritte "Teo vive nelle lotte", "Antifa" e "No Tav". Tanto è bastato per scatenare la polemica. Per Silvia Sardone, consigliera di zona 2 di Forza Italia, «è un'opera che inneggia alla violenza», mentre Giulio Gallera, consigliere comunale dello stesso partito, «è evidente che la scritta sia stata compiuta con l'autorizzazione o il beneplacito dell'amministrazione, e questo mostra lo stretto legame tra l'attuale giunta e la sinistra estrema dei centri sociali».

Ma sono diversi gli esponenti di centrodestra che si sono espressi contro il murales. Ad esempio Gianluca Boari, consigliere di zona 3: «Uno spazio pubblico non dovrebbe essere usato per messaggi politici che sono di per sé divisivi». O anche Alessandro De Chirico, che si candiderà a Palazzo Marino per Forza Italia: «Basta strizzare l'occhiolino ai centri sociali, i murales politici non abbelliscono la città».

A protestare è anche il comitato Lambrate Informa, che svela di avere chiesto, in passato, al comune di Milano di potere "adottare" il sottopasso ferroviario tra via Bassini e viale Rimembranze di Lambrate senza successo. Il muro non farebbe parte dei circa 100 che il comune di Milano, in accordo con le rispettive proprietà, aveva messo a disposizione dei writers liberamente. Perlomeno, nell'elenco fornito all'epoca da Palazzo Marino figura via Monte Nevoso, che è dall'altra parte del rilevato ferroviario di Lambrate.

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