«Sanzioni alla Turchia e stop alla vendita di armi ad Ankara». Mozione bipartisan in Regione per i curdi

La mozione urgente presentata da Usuelli (+Europa) è stata approvata all'unanimità

La zona del conflitto (foto Twitter @markito0171)

Pieno sostegno ai civili che abitano nel Rojava (la terra dei curdi nel Nord della Siria) e impegno a intervenire presso il governo perché compia azioni concrete contro la Turchia. E', in sintesi, il contenuto di una mozione urgente presentata in consiglio regionale, martedì, dall'esponente di +Europa Michele Usuelli e firmata dai capigruppo di tutti i partiti in aula. Mozione poi approvata all'unanimità con 73 favorevoli su 73 presenti.

La mozione all'indomani dell'imponente manifestazione milanese davanti al consolato turco di via Canova, a cui hanno preso parte migliaia di persone: 5 mila secondo gli organizzatori. Oltre alla «solidarietà e al pieno sostegno» alla popolazione civile, nella mozione si chiede alla giunta regionale lombarda di intervenire con il governo affinché promuova, soprattutto in Unione Europea ma anche in altri contesti internazionali, l'attivazione di ogni canale diplomatico per fermare la guerra turca ai curdi.

La mozione chiede poi alla giunta regionale di intervenire con il governo per bloccare la vendita di armi italiane ai turchi e per «imporre sanzioni alla Turchia come deterrente per disincentivare futuri attacchi armati ingiustificati». «E' una enorme soddisfazione avere compattato il consiglio regionale a favore della causa curda. Il sostegno politico a questa vicenda non può esaurirsi con qualche elogio alle combattenti dello YPJ o in un valzer di dichiarazioni ipocrite, ma servono provvedimenti che aiutino in concreto la popolazione coinvolta», dichiara Usuelli: «Da anni l'Italia è il paese UE che autorizza più esportazioni di armi verso Ankara, per l’importo totale di oltre 266 milioni di euro nel 2017, mentre nel 2018 le esportazioni hanno raggiunto i 362,3 milioni, portando la Turchia a diventare il terzo acquirente di munizioni militari dall’Italia».

E c'è una legge dello Stato (la n. 185/1990) che prevede il divieto di esportare armi verso i Paesi in stato di conflitto armato, in contrasto con i principi dell'articolo 51 della Carta dell'Onu, fatto salvo «il rispetto degli obblighi internazionali dell'Italia o le diverse deliberazioni del Consiglio dei ministri, da adottare previo parere delle Camere».

mozione curdi unanimita-2

In terra curda, intanto, si continua a combattere. Da una parte, i curdi resistono come possono all'offensiva dei turchi, aiutati da gruppi di jiahdisti a loro fedeli; dall'altra parte, le truppe russo-siriane fedeli al governo di Assad (nemico acerrimo dei curdi fino a qualche giorno fa) stanno entrando in alcune città del Rojava, tra cui la simbolica Kobane, per proteggerle.

Sono già più di 100 mila le persone costrette a scappare dalle loro case; 800 i miliziani dell'Isis detenuti in una prigione curda che sono riusciti a fuggire dopo che il carcere è stato assaltato dai turchi; fino a 400 mila i possibili sfollati complessivi; almeno un giornalista è morto (durante un assalto a un convoglio che ospitava giornalisti, civili e miliziani a protezione); assassinata la politica democratica curda Hevrin Khala.

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