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La guerra sul brick

L'acqua 'del sindaco' in brick scatena la guerra tra i Verdi

L'assessora Grandi presenta l'iniziativa ma l'intero gruppo in consiglio comunale si rivolta. E con toni che fanno capire che i consiglieri non ne sapevano niente

L'acqua 'del sindaco' in brick scatena una 'guerra' tra i Verdi di Milano. Quasi tutto il partito si schiera contro l'iniziativa di Palazzo Marino (e di MM, che gestisce il servizio idrico), mentre l'assessora verde Elena Grandi la presenta e si fa immortalare mentre beve proprio l'acqua in questione dal tetrapack. Una polemica dai toni piuttosto accesi, quasi tutta su Facebook, ed anche sorpresi, come se l'assessora e il resto del partito non si parlassero più in privato, come se il capogruppo in consiglio comunale apprendesse quello che fa l'assessora sui giornali anziché preventivamente. E non è la prima volta: era già accaduto, qualche settimane fa, per via del calcestre che avvolge le piante di piazzale Lavater.

L'acqua in brick è quella dell'acquedotto, dunque la stessa delle case dell'acqua (una cinquantina quelle sparse per tutta la città). La novità sta nel fatto che quest'acqua, così confezionata, verrà fornita alla protezione civile, che potrà distribuirla in situazioni d'emergenza e di assistenza; verrà poi data al pubblico in occasione di concerti, manifestazioni, corse e così via; ed infine verrà data a Milano Ristorazione che potrà usarla nelle scuole, nonché agli uffici comunali. Il punto che fa discutere è proprio l'ultimo: nelle scuole e negli uffici non si può preferire la brocca in vetro o la borraccia, se l'acqua è la stessa del rubinetto? Va chiarito che, magari, le tubature di un ufficio comunale non sono 'impeccabili', mentre nel punto di produzione dell'acqua in brick a Baggio ovviamente sì.

Comunque la reazione degli ecologisti milanesi è stata piuttosto dura. "Non riesco a trovare una sola motivazione in difesa di un idea senza né capo é coda, pensata male e comunicata peggio. Perché? Qualcuno me la riesce a spiegare? Penso che la vendita di borracce, belle, grandi, colorate, brutte, strette, larghe, alte, basse, sia decuplicata negli ultimi anni e adesso arriviamo a inventarci il tetrapack dell'acqua di rubinetto? Dai, torniamo seri e usciamo da Scherzi a parte", il commento di Andrea Bonessa, portavoce meneghino dei Verdi. 

Il capogruppo: "Non ho più parole"

"Ho riletto tre volte, non ci credevo. Con 200 milioni di buco di bilancio spendiamo soldi per inscatolare l'acqua del rubinetto per cosa? Gli uffici comunali: ma il mio comune non sa che ogni ufficio ha nelle vicinanze un bagno col rubinetto? Gli eventi del comune: ma da tempo alle iniziative si utilizzano brocche di vetro con l'acqua del rubinetto vicino. Ora la svolta green è: si producono i brick, si riempiono, si trasportano fino al luogo dell'evento, poi i vuoti si raccolgono e si trasportano al riciclo. Non ho più parole", si esprime di Carlo Monguzzi, capogruppo dei Verdi in consiglio comunale.

Francesca Cucchiara, consigliera comunale, scrive un lungo post per esprimere le sue perplessità. "I cittadini si sentiranno presi per fessi, gli stiamo dando acqua pubblica confezionata", commenta, aggiungendo che il brick, se anche fosse un'alternativa migliore alle bottiglie di plastica, è comunque "peggiore rispetto al semplice utilizzo di una borraccia o una brocca, che mi sembra una cosa alla portata di tutti". E sottolinea che, se pure i brick sono riciclabili, è comunque più sostenibile non servirsi di un bene 'usa e getta'.

Tommaso Gorini, consigliere comunale, preferisce il meme: in alto un ragazzo che fa un gesto di rifiuto verso l'acqua in brick, in basso lo stesso ragazzo che sorride verso la borraccia. Il meme è stato ricondiviso, tra gli altri, da Erica Soana, assessora verde al municipio 7. Ed Elisa Scarano, consigliera verde del municipio 6, pubblica due foto: l'acqua in brick e una 'vedovella' verde, ovvero la fontanella tipica di Milano, rotta: "Prima di procedere con strategie di marketing molto discutibili come questa dell'acqua di Milano confezionata avrei fatto un censimento e un ripristino di tutte le fontanelle di Milano che sono belle, sostenibili e caratteristiche della nostra città".

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