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Consigliere leghista col burqa, Piccardo (Caim) chiede l'interdizione

Durissima presa di posizione di Davide Piccardo, secondo cui il leghista ha offeso il Corano e l'Islam. Iezzi replica: "Il presidente del consiglio comunale mi difenda"

Igor Iezzi col mantello a mo' di burqa

Polemiche dopo il gesto provocatorio di Igor Iezzi, consigliere comunale della Lega Nord, che si era presentato in aula a Palazzo Marino avvolto da un mantello marrone indossato a mo' di burqa e aveva letto una finta missiva da parte di un preteso musulmano al sindaco Giuliano Pisapia, in cui lo ringraziava dei favori.

Davide Piccardo, presidente del Caim (Coordinamento associazioni islamiche di Milano) e già candidato al consiglio comunale per Sel, ha scritto al presidente del consiglio comunale Basilio Rizzo per stigmatizzare il gesto di Iezzi, "lesivo della sensibilità di un'intera comunità religiosa". Iezzi inoltre nella finta lettera ha "citato a sproposito alcuni versetti del Corano, insultando così il nostro Libro Sacro".

Piccardo ha chiesto a Rizzo di valutare la sospensione di Iezzi, sulla base del regolamento del consiglio comunale, che prevede che il presidente può proporre al consiglio l'interdizione del singolo consigliere da una a tre sedute per comportamento scorretto.

Durissima la replica di Igor Iezzi. "Il presidente Rizzo deve assolutamente esprimersi e prendere una decisione", scrive l'esponente leghista in una nota: "O difende il legittimo diritto di un consigliere comunale di contestare una scelta della giunta rimandando al mittente la lettera di Piccardo oppure si piega alle volontà del Caim, dimostrando l'assoluta mancanza di autonomia del consiglio comunale e certificando chi comanda nella nostra città. Fare il pesce in barile questa volta al presidente non è consentito".

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