Santa Barbara, per Maroni "Si potrebbe parlare di una sorta di franchising del terrorismo"

Maroni ieri a Milano per un vertice sulla sicurezza dopo l’attentato alla Santa Barbara. “Si potrebbe parlare di una sorta di franchising del terrorismo” dice del commando dei tre e propone un nuovo modello che “potrà essere esteso nel resto delle grandi città italiane”

Il ministro Maroni si trovava ieri a Milano per partecipare alla riunione del Comitato di Sicurezza cittadino, dopo l’attentato della Santa Barbara di settimana scorsa.

Secondo il ministro, proprio quell’azione dimostrativa, ha messo in luce un nuovo tipo di terrorismo: “Pur essendo una cellula (nda: Geme e i due complici arrestati) non sono stati accertati collegamenti con organizzazioni strutturate della Jihad, ma solo l'ispirazione ad Al Qaeda e questo si inquadra nel sistema relativamente nuovo della diffusione delle reti del terrorismo. Si potrebbe parlare di una sorta di franchising del terrorismo”.

Maroni ha proseguito sottolineando: “Al Qaeda mette a disposizione informazioni, motivazioni e strumenti a chiunque voglia condividere le finalità terroristiche, mette a disposizione il marchio  poi ciascuno si costruisce la sua cellula. Le cellule sono più pericolose perché sono più difficili da controllare”.

Per questo le istituzioni locali cittadine dovranno dare il via ad una banca dati allargata in cui si dovranno inserire dati sull’abusivismo della case popolari e documenti sulle zone cittadine a forte disagio economico e sociale, in modo da avere un quadro della situazione. Tutto questo accompagnato da un “aumento della sicurezza”, ovvero della presenza e dell’azione delle forze dell’ordine.

Il modello è simile a quello adottato lo scorso anno a Caserta per sconfiggere la criminalità organizzata e costituisce un esperimento: se dovesse funzionare, infatti, il “modello Milano” verrebbe esportato anche alle altre grandi città italiane. “Quanto fatto a Milano potrà essere esteso nel resto delle grandi città italiane” ha precisato Maroni.

Anche la questione moschea è stata affrontata nell’incontro di ieri. Ad occuparsene sarà il Prefetto Lombardi che dovrà mettere a punto una serie di regole, compatibili con Milano, che anche in questo caso potrebbero essere “esportate” se buone.

Soffisfatta del vertice il sindaco Moratti: “Le linee guida del piano messo a punto oggi sono più controlli e più integrazione”.
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