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Sinistra Italiana, la "carovana della pace" ai consolati e in Curia

Il 5 luglio il partito di Fratoianni, a Milano, terrà una specie di carovana con tappe in Curia e ai consolati più coinvolti nella guerra in Ucraina, per chiedere al governo italiano di sostenere "iniziative di pace"

Una "carovana per la pace", a Milano, con tappe presso vari consolati e in Arcivescovado. La organizza, per mercoledì 5 luglio, Sinistra Italiana, il partito di Nicola Fratoianni da tempo alleato con Europa Verde (si sono presentati alle politiche e alle regionali con il simbolo "Alleanza Verdi-Sinistra").

La carovana visiterà, come si legge in una nota, "le sedi diplomatiche dei paesi che stanno dando il loro contributo al processo di pace" nella guerra d'aggressione all'Ucraina. Elena Comelli, co-segretaria milanese, è sicura "che sia necessario fermare le armi ed evitare un'escalation militare destinata a trascinare in un conflitto drammatico l'intera Europa".

Per ora le tappe confermate sono due: all'Arcivescovado di piazza Fontana (alle 11) e al consolato del Brasile in corso Europa 12 (alle 12), per 'onorare' il viaggio a Mosca di Matteo Zuppi, cardinale di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, e il piano di pace proposto dal presidente del Brasile Lula da Silva. Ufficialmente non si conoscono ancora le altre possibili tappe, ma Sinistra Italiana avrebbe contattato anche il consolato della Russia, che si trova in zona San Siro, e quello dell'Ucraina, che ha sede in zona Certosa. Non si sa ancora quale documento Sinistra Italiana proporrà ai vari consoli e al rappresentante della Curia durante gli incontri. Ma l'obiettivo finale è "chiedere al governo di prendere una posizione ferma nei confronti della pace", insieme a "un popolo di uomini e donne che rifiutano la logica delle armi e tentano in ogni modo di far valere la ragione della pace e del buonsenso".

Zuppi (Cei) a Mosca. Che cosa propone il Brasile

Venerdì 30 giugno è stata la giornata della visita del cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, a Mosca. Il porporato ha incontrato un consigliere di Putin, il patriarca ortodosso moscovita Kirill e la commissaria per i diritti dei bambini in Russia, Marija L'vova-Belova, ricercata dalla corte penale internazionale per deportazione in Russia di bambini ucraini (stesso capo d'accusa che pende su Putin). L'incontro con L'vova-Belova ha ovviamente creato sconcerto.

Quanto al piano di pace brasiliano, prevede tra l'altro il ritiro dell'esercito russo fino alla situazione precedente al 24 febbraio 2022 e, in cambio, il riconoscimento della sovranità russa sulla Crimea, che la Russia occupò illegittimamente nel 2014, violando una serie di norme del diritto internazionale tra cui il Memorandum di Budapest, firmato anche dalla Russia, con cui nel 1994 era stata garantita l'intoccabilità dei confini ucraini. Si tratta dunque di un piano che confermerebbe le occupazioni illegali in Donbas e in Crimea. 

La ricerca: 8 ucraini su 10 conoscono morti in guerra

Recentemente è stata pubblicata una ricerca sociale secondo cui il 78% degli ucraini ha almeno un parente o un amico ferito o morto a causa della guerra. Il valore mediano è 7, il che significa che la metà di chi ha risposto di avere almeno un parente o amico vittima della guerra ha indicato un numero di parenti o amici superiore a 7. I sondaggi sulla guerra confermano che, a quasi 500 giorni dall'invasione su larga scala, quasi la totalità del popolo ucraino (le eccezioni, nei grandi numeri, ci sono sempre) intende continuare a resistere e ritiene che l'unica fine giusta della guerra sia il ripristino dei confini prima del 2014: quelli riconosciuti dal diritto internazionale, senza eccezioni.

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