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+20% di indice di edificabilità, a Milano il "premio" solo in cinque zone. Ecco quali

Il provvedimento della giunta milanese. Torna la polemica con la Regione sulla legge di rigenerazione urbana

Lo scontro tra Regione Lombardia e Comune di Milano era stato accesissimo. Palazzo Marino non aveva gradito almeno tre punti della nuova legge sulla rigenerazione urbana approvata dal Pirellone. Ed ora interviene (dove gli è possibile) per escludere quasi tutta Milano, eccetto cinque aree ben delimitate, dal premio che aumenta del 20% l'indice di edificabilità. Le aree dove sarà permesso sono caratterizzate - scrive Palazzo Marino - «da elevata accessibilità e una diffusa necessità di rigenerazione del tessuto urbano». Si tratta di Certosa, Lambrate, Corvetto-Rogoredo, piazza Maggi e Segesta-San Siro. Ma attenzione: rispetto a quanto stabilito dal Pgt, non si potrà comunque derogare su altezze, norme quantitative, morfologiche,  tipologie di intervento e distanze previste.

La decisione è stata presa dalla giunta e verrà sottoposta presto al consiglio comunale. Senza comunque risparmiare critiche alla legge regionale che «non ha finalità di rigenerazione e si pone in contrasto con la strategia con cui il Pgt lega l'aumento della capacità edificatoria all'accessibilità alla rete di trasporto pubblico e ai valori paesaggistici», come si legge nella nota di Palazzo Marino. «Con questa delibera - dichiara l'assessore all'urbanistica Pierfrancesco Maran - cerchiamo di arginare i danni clamorosi di una legge che va nella direzione opposta alla rigenerazione, consentendo un incremento indiscriminato delle volumetrie in deroga al Pgt e alle norme morfologiche e riducendo gli oneri di urbanizzazione da versare».

Riduzione oneri solo a tre condizioni

Per quanto riguarda la riduzione degli oneri e dei contributi di costruzione previsti dalla legge regionale, il Comune stabilisce che può essere applicata solo in presenza di tre condizioni certificate, e comunque fino al massimo del 15%: rispetto del principio di invarianza idraulica e idrologica; bonifica degli edifici e dei suoli contaminati nel caso in cui venga effettuata dal soggetto non responsabile della contaminazione; utilizzo, anche relativamente alle eventuali operazioni di bonifica, di protocolli e tecnologie innovative per il tracciamento dei rifiuti e dei sottoprodotti di cantiere, nonché assunzione di sistemi interni di valutazione dei subappaltatori e meccanismi di sicurezza sul lavoro.

Le cinque zone ammesse al premio di edificabilità

Certosa: ambito compreso tra via Triboniano, la linea ferroviaria Certosa-Villapizzone, via Varesina, via Ermenegildo Cantoni, via Angelo Brunetti, piazzale Cacciatori delle Alpi, via Espinasse, piazzale Santorre di Santarosa, via Vittorio Locchi, via Giovanni da Udine, viale Certosa, piazzale ai Laghi, via Barnaba Oriani, via Mario Pannunzio, pertinenze a sud e a est di piazzale Cacciatori delle Alpi, via Alassio. L’ambito è caratterizzato da un tessuto urbano frammentato, in cui attività artigianali e produttive prevalgono rispetto alle funzioni residenziali e terziarie. La presenza del cavalcavia del Ghisallo rappresenta un elemento di marginalità ma la stazione ferroviaria di Certosa FS garantisce una buona accessibilità alla zona. Il PGT vigente riconosce la necessità di una rigenerazione dell'ambito Certosa in quanto ambito urbano poco consolidato, posto al margine della città, entro cui ricomporre spazi di frattura con gli ambiti più centrali.  

Lambrate: ambito compreso tra via Pordenone, via Ludovico d’Aragona, via Ronchi, via Staro (ad esclusione del complesso residenziale individuato come Ambito dal Disegno Urbano Riconoscibile lungo via Bellincione), via Maniago, via Durazzo, via Crescenzago, via Rombon, via Predil, via Rodano, rilevato ferroviario. L'ambito vede la commistione di attività artigianali e produttive ancora persistenti in un tessuto anche residenziale e terziario. L’area è caratterizzata da elevata accessibilità grazie alla stazione di Lambrate e dalla linea 2 della metropolitana.  

Corvetto/Rogoredo: ambito compreso tra via Sulmona, via Toffetti, via Pallia, via Cassinis, via Brizi, via Boncompagni, via Avenzana, via Caviglia.  L’area è caratterizzata da un tessuto urbano particolarmente frammentato, in cui attività artigianali e produttive prevalgono rispetto alle funzioni residenziali e terziarie. La presenza del raccordo autostradale conferisce un carattere di marginalità all’ambito che gode però di una buona accessibilità legata alla presenza della stazione di Rogoredo e della linea 3 della metropolitana. L’area si localizza tra i due ambiti di rigenerazione relativi alla Piazza Corvetto e al Nodo di Interscambio di Rogoredo per i quali il PGT sviluppa una serie di dispositivi in grado di riqualificare lo spazio urbano, migliorare l’integrazione tra spazio pubblico e privato, costruire nuove relazioni tra parti di città.  

Piazza Maggi: ambito compreso tra piazza Gian Antonio Maggi, cavalcavia Giovanni Schiavoni, Alzaia naviglio Pavese, via Don Rodrigo, via Renzo e Lucia. Nonostante la presenza di importanti elementi di barriera che determinano un isolamento fisico del quartiere, è garantita l’accessibilità dalla vicinanza della stazione Famagosta della linea 2 della metropolitana. L’adiacenza all’ambito di rigenerazione relativo al Nodo di Interscambio Famagosta, può divenire elemento trainante per interventi di rinnovamento del patrimonio edilizio esistente, in chiave maggiormente sostenibile ed efficiente dal punto di vista ambientale.  

Segesta/San Siro: ambito compreso tra piazzale Segesta, via Albertinelli, via Dolci, via Ricciarelli, via Civitali, via Paravia. Si tratta di uno dei più estesi quartieri di edilizia popolare della città, in cui il mantenimento del disegno tipico degli insediamenti di edilizia residenziale pubblica degli anni ’30 può affiancarsi ad un miglioramento dell’efficienza e della sostenibilità, oltre che della vivibilità degli spazi pubblici. L’accessibilità garantita dalla stazione Segesta della linea 5 della metropolitana può divenire elemento di rilancio del patrimonio di edilizia popolare esistente, attraverso interventi di rinnovamento che possono comportare anche operazioni di sostituzione di quei complessi dove un eventuale intervento manutentivo e di rinnovo sarebbe sconveniente in termini di costi-benefici.

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