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Bestetti (Fi): "Débacle assoluta, troppi errori da tutti. Centrodestra con traino a destra perde"

Parla il candidato più votato di Forza Italia, proveniente dalla presidenza del Municipio 7

E' arrivato primo nella lista di Forza Italia con oltre duemila preferenze personali. Marco Bestetti, coordinatore nazionale dei giovani del partito, sarebbe certamente diventato assessore se il centrodestra avesse vinto le elezioni comunali del 3-4 ottobre 2021. Ma la sua coalizione ha malamente perso al primo turno. "Un risultato peggiore di quanto immaginassimo, un'autentica débacle", commenta a MilanoToday.

Che cosa pensi del tuo risultato personale?

"Ero ottimista che il lavoro degli ultimi anni (è presidente uscente del Municipio 7, n.d.r.) pagasse, ma non mi aspettavo queste proporzioni. Non mi aspettavo di arrivare primo della lista, visto che avevo 'competitor' fuoriclasse: consiglieri uscenti, il capogruppo in consiglio regionale, il capogruppo uscente in Comune. E' comunque un risultato che ripaga di tanti sforzi e una vittoria di un intero team".

Non si può dire lo stesso del risultato del centrodestra. Come mai è andata così?

"Il risultato generale è peggiore di quanto immaginassimo, un'autentica débacle, il peggior risultato per il centrodestra in questa città: non è mai accaduto che perdesse al primo turno con questo divario. A Bernardo va riconosciuto di aver condotto la miglior campagna possibile, combattendo spesso a mani nude contro una corazzata. Piuttosto avrei preferito che il centrodestra riservasse maggior rispetto a Milano. Non è possibile, con tutto il rispetto, trattare come fosse Cernusco Lombardone questa città, politicamente ed economicamente all'avanguardia. Qualcuno deve assumersi la responsabilità".

Di chi è la colpa della sconfitta, secondo te?

"Non voglio attribuire la responsabilità a un partito specifico: quando un alleato sbaglia è anche colpa degli altri che acconsentono. Sono stati fatti tantissimi errori, tra cui una modalità di scelta del candidato sindaco inadeguata per tempistiche e modalità, come ha evidenziato anche Berlusconi. Bernardo, presentato in piena estate ultimo di una sfilza di nomi uno più improbabile dell'altro, agli elettori di centrodestra non è piaciuto. Poi abbiamo sbagliato molti candidati presidenti di Municipio. E' una responsabilità collettiva ed auspico che, da domani mattina, si convochi un tavolo di coalizione cittadino per analizzare il voto e impostare da adesso un lavoro di ricucitura con la città. C'è stato uno strappo troppo evidente tra Milano e il centrodestra. Dobbiamo arrivare preparati alle regionali del 2023 e alle prossime comunali".

Ha influito una certa disunità della coalizione di centrodestra?

"Da quando la leadership di coalizione non è più in capo a Forza Italia, è prevalsa una competizione interna che mirava più a rubare consenso all'interno della coalizione piuttosto che a convincere gli indecisi o a strappare elettori al centrosinistra. Se i partiti che hannno l'onere di trainare sono più preoccupati di prendere lo 0,5% in più dell'alleato, il risultato ottenuto è l'unica conseguenza che ci si può aspettare".

E' tutto da buttare o trovi qualche elemento positivo in queste elezioni?

"Mi è piaciuta molto la performance di una nuova generazione di amici che entrano in consiglio comunale, sia in Forza italia sia nella Lega sia in Fratelli d'Italia. Gli elettori hanno fatto un lavoro di rinnovamento della classe politica milanese più efficace di quanto hanno cercato di fare i partiti. Questo mi fa ben sperare sul futuro e su un nuovo rapporto tra politica ed elettori che si fonda sulla genuinità di ragazzi giovani. E vale anche per il centrosinistra: anche lì sono entrati giovani consiglieri che si erano fatti le ossa nei Municipi".

Come giudichi la prestazione di Forza Italia?

"C'è un dato interessante. Dove Forza Italia presenta liste competitive, gli elettori votano Forza Italia. Nel Comune di Milano prendiamo il 7%, ma in Municipio 7, dove abbiamo costruito un buon radicamento, il 13,5%, doppiando il dato cittadino. Forza Italia ha tutte le potenzialità per tornare a ottenere consensi, ma è necessario che la classe dirigente cambi radicalmente passo e metodo di selezione della sua classe dirigente".

Il futuro della coalizione sembra sempre però il traino da destra.

"Le elezioni hanno 'plastificato' ciò che diciamo da anni: il centrodestra trainato da destra non vince e non vincerà mai, ecco perché la mia prospettiva non è quella di perdersi su surreali discussioni su federazioni o fusioni ma il rafforzamento e il rilancio di Forza Italia a beneficio anche di tutta la coalizione. Il centrodestra con una forte compontente di Forza Italia vince, quello dove i partiti di destra danno le carte è un centrodestra che perde e anche male. Lo sbilanciamento a destra non porta beneficio a nessuno. La coalizione deve quindi rafforzare la componente di Forza Italia ed anche aprirsi a componenti che oggi non sono pienamente organiche, penso al cattolicesimo liberale e alle realtà civiche".

In casa Pd, dopo la vittoria a Milano, si parla già di conquistare il Pirellone.

"La Regione Lombardia verrà messa sotto attacco dal Pd galvanizzato da Milano. L'esito delle elezioni regionali dipenderà esclusivamente dal centrodestra: se le affronteremo con lo stesso atteggiamento, facciamo prima ad andare in vacanza e regalarla al centrosinistra. Se invece vorremo difendere il buongoverno e l'esperienza amministrativa per prenotare la vittoria alle comunali, dobbiamo partire da adesso con programmi, metodi, candidati e la modalità di selezione del candidato presidente".

Fontana è in discussione?

"Se Fontana si ricandiderà, saremo tutti al suo fianco, lui è il candidato naturale, ma qualora decidesse lui di non ricandidarsi, sarebbe bene che ce lo dicesse con ampio anticipio: il centrodestra deve essere pronto a trovare un'alternativa all'altezza di Regione Lombardia".

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