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Elena Grandi (Verdi): "Parchi, bici, San Siro: così faremo Milano green con Sala"

L'intervista alla leader dei Verdi a Milano dopo il voto alle comunali che ha premiato il movimento col 5,11%

"Sono strafelice, siamo la terza lista e il secondo partito della coalizione di centrosinistra". Ha buone ragioni per festeggiare Elena Grandi, capolista di Europa Verde a Milano, seconda più votata dopo Carlo Monguzzi, dopo il 5,11% ottenuto dal suo movimento alle elezioni comunali del 3-4 ottobre 2021. "E' il frutto di anni di lavoro. E' stato costruito un gruppo che non c'era, sono stati coinvolti molti giovani che ora entrano in consiglio comunale e nei Municipi. E' uno dei migliori risutati a Milano per i verdi", dice a MilanoToday.

Eppure, fino a qualche tempo fa, sembrava che i Verdi fossero in collisione con il sindaco Sala.

"Il rispetto politico si può basare anche su forti divergenze. Il suo essersi avvicinato alla carta dei valori dei Verdi europei ha prodotto il nostro avvicinarsi a lui. Noi ci sentiamo parte del centrosinistra e va detto che in Europa i partiti verdi forti sono sempre partiti di governo. In questi mesi con Sala abbiamo avuto sempre ottimi rapporti. Noi abbiamo bisogno di essere al governo di una città come Milano e lui bisogno che i Verdi ci siano, un partito verde forte è importante per fare una città green. L'alleanza ci darà reciprocamente forza. Al sindaco faranno gioco le nostre posizioni sui parchi, su una progettazione del verde inclusiva nella città o anche sullo stadio di San Siro. Non significa che la città non debba svilupparsi, ma in un'ottica di resilienza e sostenibilità".

Avevate una concorrenza a sinistra, la Civica AmbientaLista che proviene dai comitati di quartiere e che si è schierata contro Sala. E che però ha preso solo lo 0,56%.

"Coi comitati di quartiere abbiamo tanto lavorato. E' stata una loro scelta. Noi abbiamo sempre pensato che porsi contro, al momento di decidere, sarebbe stato un errore: dobbiamo fare una città più sostenibilie e giusta stando dentro il governo della città. Abbiamo fatto una scelta di mediazione e moderazione, simile al modello dei nostri amici verdi francesi e tedeschi che perseguono fermamente le loro idee all'interno dei governi delle città e delle regioni. Mi spiace per Gabriele Mariani che è un amico (il candidato sindaco di Milano in Comune e Civica AmbientaLista, non eletto in consiglio, n.d.r.) e perché si è persa l'opposizione di Basilio Rizzo che ha dato tanto al Comune, con il suo stile di essere giusto e molto collaborativo anche dall'opposizione".

Adesso vi spetta un assessorato: chi sarà ad entrare in giunta?

"Ovviamente ci sarà un assessorato per i Verdi e sarà sui temi legati all'ambiente. Io e Carlo Monguzzi (l'altro capolista dei Verdi, n.d.r.) ne abbiamo parlato col sindaco, ma non è il momento di esprimersi. Deciderà Sala. Voglio però dire che riavere Carlo tra i Verdi è stato di grande valore, dopo dieci anni nel Pd".

L'onda verde è stata aiutata dalle manifestazioni legate al PreCop e dalla presenza di Greta Thunberg a Milano?

"La settimana del PreCop, dei giovani, di Greta, potrebbe avere spostato alcuni voti, ma credo non più dello 0,5%. Noi abbiamo fatto un grandissimo lavoro nella città per fare conoscere la lista, il simbolo e il programma".

Qual è il vostro programma per Milano?

"Case accessibilil a tutti e meno grandi uffici che, con lo smart working, serviranno sempre meno. E riutilizzare di più quello che abbiamo. Da assessora uscente al Demanio del Municipio 1 posso fare l'elenco preciso di tutti i luoghi che potrebbero essere riusati. Servono soldi ma, per la transizione ecologica, avremo a breve una disponibilità economica straordinaria. C'è un progetto partito da poco, quello del recupero dell'ex macello di viale Molise, che corrisponde perfettamente alla nostra idea di recupero di un quartiere: si salvano i capannoni liberty, anche grazie alla Sovrintendenza; ci sarà lo Ied, le residenze per i giovani, i servizi e un enorme parco. E ci lavoreranno associazioni e società. E poi occorre creare un sistema dei parchi di tutta la Città metropolitana, con una governance che connetta gli spazi verdi".

Molti ora guardano già alle elezioni regionali del 2023.

"Ci saremo, siamo galvanizzati dal risultato. Abbiamo avuto candidature meravigliose e pochissimo tempo per costruire le preferenze. Ora dobbiamo organizzare una vita di partito che non c'è mai stata. Il Pirellone lo vediamo contendibile, basta con i Fontana della situazione. Un esempio è il trasporto pubblico. A Milano siamo bravissimi, c'è una fermata ogni trecento metri e siamo una delle città più servite d'Europa. Inoltre abbiamo già definito che i mezzi saranno tutti elettrici nel 2030. Ma se poi entrano 500 mila auto al giorno perché non c'è modo di arrivare a Milano in altro modo? Il sistema del trasporto su ferro della Regione fa acqua da ogni parte. Anche il Pnrr va corretto: in Italia abbiamo bisogno di un grande investimento sulle energie rinnovabili e, appunto, sul trasporto pubblico. Ma la Regione ha lavorato male anche nell'emergenza covid. Ricordiamo il dramma dei medici di base senza mascherine".

A che cosa attribuisci principalmente il successo di Europa Verde a Milano?

"Soprattutto dopo il covid, la gente sceglie la salute e vuole un parco, l'aria pulita, andare in bicicletta. Un quartiere sicuro lo costruisci anche con questi strumenti, facendo collaborare le associazioni con l'amministrazione: così sparisce il degrado. Dovremmo farlo anche sulle case popolari, affidando alle associazioni i progetti di condivisione di spazi comuni come i cortili e i locali che si affacciano sulle corti, facendoli diventare laboratori, e poi animare gli spazi all'aperto dove è possibile con orti, campi da bocce e così via, magari gestiti dagli inquilini".

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