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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Politica Lorenteggio / Via degli Anemoni

Devastata ancora una volta la sede dell'Istituto Pedagogico per la Resistenza

Porte divelte, armadi danneggiati, documenti all'aria. Fiano (Pd): "Rialzano la testa, vanno fermati"

Era già successo (per ben due volte) nel 2015, a settembre e a dicembre. Ed ora è accaduto di nuovo: qualcuno, nella notte tra domenica di Pasqua e lunedì di Pasquetta, ha devastato la sede dell'Istituto Pedagogico della Resistenza, che ha sede in via degli Anemoni in zona Primaticcio. L'Ipr, fondato nel 1975, è un centro studi che raccoglie materiale e documenti sulla Resistenza e sull'antifascismo.

Devastato l'Istituto Pedagogico per la Resistenza (Foto Ipr, Fb)

"Stamattina alle 9 abbiamo trovato la nostra sede devastata, di nuovo", scrive il direttivo su Facebook parlando di "migliaia di euro di danni, le porte divelte, la finestra rotta, gli armadi danneggiati pesantemente, i documenti buttati all'aria".

Gli ignoti che hanno compiuto il gesto si sono introdotti dall'atrio costeggiando le aree coperte dal sistema d'allarme. "Siamo purtroppo abituati a questi codardi senza volto, persone prive di umanità al punto da prendersela con una realtà che si sostiene sul solo impegno di volontari", scrive ancora il direttivo dell'istituto lamentando tra l'altro che lo stesso "non è stato ancora fornito delle telecamere di sorveglianza" e non sono state trovate "firme" (simboli o altro) per attribuire l'episodio a qualcuno.

Immediata, come nel passato, la solidarietà da parte della politica e delle associazioni di partigiani e antifasciste. "Ma ora per continuare serve un cambio di passo, è una questione di principio", conclude il direttivo: "Il 2 aprile dev'essere l'ultimo giorno che un tale scempio succede". Roberto Cenati, dell'Anpi Milano, chiede che sia fatta piena luce sull'episodio. Ed Emanuele Fiano, deputato del Pd, ricorda l'incendio al circolo del partito in Barona (a fine marzo) e il patrocinio del Comune di Cologno Monzese ad una rievocazione storica dell'esercito nazista, e conclude: "Stanno rialzando la testa".

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