Politica

Il barone nero Jonghi Lavarini: "Nessuno faccia finta di non conoscermi"

Dopo l'inchiesta di Fanpage, è finito nella bufera. E molti ora "fanno finta di non conoscerlo"

A poche ore dal voto per le amministrative, Roberto Jonghi Lavarini è il nome che "imbarazza" gli esponenti di destra. Personaggio eccentrico e notissimo a Milano, ben prima dell'inchiesta di Fanpage, da sempre "anima" l'estrema destra meneghina con relazioni e rapporti privilegiati. Condannato a 2 anni per apologia di fascismo, non ha mai fatto mistero di essere nostalgico del Ventennio (eufemismo). 

Nell'inchiesta di Fanpage è il "facilitatore" che introduce un finto industriale a Fratelli d'Italia per finanziare la campagna di Chiara Valcepina. Tra battutacce sugli ebrei e saluti romani, da Jonghi Lavarini stanno prendendo tutti le distanze. Ma lui non ci sta. E posta sui social due foto dove viene ritratto sia con Matteo Salvini che Giorgia Meloni. "Sono assolutamente indipendente e apartitico ma nessuno faccia finta di non conoscermi o, peggio, si permetta di offendere gratuitamente me e la comunità di veri patrioti che, mio malgrado, in questo frangente, ho l'onore e onere di rappresentare. Il 5% di voti della "destra radicale" fa gola a tutti ed è indispensabile per vincere qualunque sfida bipolare, nei comuni e nelle regioni, come alle elezioni politiche", dice su Instagram. E ancora parlando della vicenda: "I veri amici e i veri uomini si vedono quando la nave è in tempesta e rischia di finire contro gli scogli, c'è chi aiuta e c'è chi scappa. Quando la tempesta finirà, tornato il sereno, saro più forte di prima, riconoscente con i primi e spietato con i secondi".

Nel frattempo, le acque a Fratelli d'Italia sono agitatissime. "ll video diffuso è una polpetta avvelenata a pochi giorni dal voto amministrativo", ha detto la leader del partito Giorgia Meloni. "Tre anni di giornalista infiltrato - aggiunge - per mandare in onda 10 minuti di video nell'ultimo giorno di campagna elettorale e sulle pagine dei giornali nel giorno del silenzio, in uno stato di diritto non sarebbe mai accaduto. Continuo a chiedere al direttore di Fanpage le oltre 100 ore di girato per capire come si comportano i miei dirigenti".

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