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Fondi Lega e Lombardia Film Commission, spunta il nome del finanziere svizzero

Parte dei soldi su cui indaga la procura di Milano sarebbe andata in Svizzera attraverso le società di Tito Tettamanti, 89enne "guru" della finanza

Nelle carte dell'inchiesta sui fondi della Lega che ha portato agli arresti domiciliari i tre commercialisti del partito c'è anche il nome di un finanziere e avvocato svizzero oggi 89enne, Tito Tettamanti, fondatore del gruppo Fidinam, specialista in operazioni fiscali off-shore e nome molto noto nell'alta finanza mondiale.

L'inchiesta riguarda la compravendita "gonfiata" della sede di Lombardia Film Commission. Secondo quanto si apprende, Tettamanti non è indagato. Viene citato in una informativa della guardia di finanza risalente al 19 maggio 2020, in merito ad una società fiduciaria (Fidirev) attraverso cui sarebbero transitati 250 mila euro poi trasferiti in un conto svizzero intestato ad un'altra fiduciaria di Panama. La Fidirev è indirettamente partecipata, nel periodo 2017-2018, dalla Fidinam, ovvero la società di Tettamanti, attraverso altri soggetti giuridici. 

I tre commercialisti sono Michele Scillieri (nel cui studio era domiciliata la Lega per Salvini Premier), Andrea Manzoni e Alberto Di Rubba. Il caso di Lombardia Film Commission riguarda l'acquisto di un capannone a Cormano, nell'hinterland di Milano, da parte di Lfc, attraverso fondi per circa un milione di euro messi a disposizione da Regione Lombardia, la cui giunta era allora guidata dal leghista Roberto Maroni (estraneo all'inchiesta). 

L'incontro con Bannon, aspirante leader dei populisti in tutto il mondo

Nel 2018 aveva fatto notizia che Steve Bannon, il giornalista ex stratega del presidente Usa Donald Trump, aveva fatto "tappa" nella casa di Lugano di Tettamanti durante il suo tour europeo finalizzato a costituire un movimento mondiale populista e anti-globalista.

Soldi anche a San Pietroburgo

L'immobile è stato ceduto dalla società Paloschi ad Andromeda per 400 mila euro, per poi essere rivenduto a Lfc al doppio. La Banca d'Italia, nel 2019, si era a sua volta interessata della questione dell'immobile acquisito da Lfc perché parte del prezzo d'acquisto sarebbe stato versato a una società, Eco Srl, che subito dopo avrebbe "girato" 300 mila euro a un elettricista di Bergamo ed ex consigliere comunale leghista, Francesco Barachetti, il quale poco dopo avrebbe trasferito 44 mila euro in rubli a una banca di San Pietroburgo.

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