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Consumo di suolo, il sì alla legge regionale

Restano le polemiche tra maggioranza ed opposizione

Una veduta del Parco Agricolo Sud Milano

Il consiglio regionale lombardo ha approvato mercoledì sera la legge sul consumo di suolo. Il voto finale dopo le undici e mezza, con 41 favorevoli e 27 contrari, dopo circa 20 ore di lavoro. Da subito non si potranno più autorizzare varianti sul suolo agricolo. Varie le modifiche rispetto al testo "licenziato" dalla commissione.

Lo stop al consumo di suolo è graduale: in particolare, sono consentite le previsioni edificatorie già contenute nei Pgt comunali ma per 30 mesi e non più per 36 mesi come originariamente previsto. Inoltre, nel computo del consumo di suolo viene inclusa anche la superficie necessaria alla realizzazione delle infrastrutture. Per definire la soglia massima di suolo consumabile bisognerà tenere conto anche dell'indice Istat dell'incremento di popolazione. E altro ancora.

"Siamo la prima regione in Italia ad approvare una legge di questo tipo", ha dichiarato Roberto Maroni, mentre l'assessore all'urbanistica Viviana Beccalossi ha ricordato gli incentivi economici per recuperare o ristrutturare l'esistente. Solo nel caso in cui venga dimostrata l'impossibilità tecnica ed economica a riqualificare aree già edificate si potrà autorizzare il consumo di nuovo suolo.

"E' un primo passo verso la previsione di azzeramento di consumo di suolo per il 2050", ha spiegato Lino Fossati (Maroni Presidente): "Questa legge, con equilibrio, tutela l'ambiente e il paesaggio e al contempo cerca di salvaguardare il comparto dell'edilizia, già provato dalla crisi in atto".

"Siamo riusciti a ricucire il rapporto con tutte le forze politiche passando da posizioni di forte contrapposizione a posizioni di differenziazione costruttiva", ha dichiarato Ugo Parolo, sottosegretario. "Per la prima volta in Italia si introduce il concetto di Bilancio Ecologico del Suolo, che consente di occupare spazi liberi compensando con il ripristino ad usi agricoli o seminaturali per aree in precedenza urbanizzate", ha sottolineato Fabio Altitonante (Fi). "Le critiche più forti sono arrivate dai costruttori, mentre il Wwf si è apertamente espresso a favore della nostra legge, ha ricordato Massimiliano Romeo (Lega Nord).

"Siamo in parte riusciti a ridurre il danno, ma rimane un provvedimento troppo debole sulla riqualificazione urbana, che non ferma l'espansione dei centri urbani", hanno affermato Lucia Castellano (Patto Civico) e Enrico Brambilla (Pd): "Grazie ai nostri emendamenti, comunque, costruire al di fuori dell'area già urbanizzata sarà più oneroso e le strade e autostrade sovra-comunali saranno inserite nel computo del consumo di suolo". 

"Chi vuole costruire su suolo vergine dovrà pagare di più rispetto ad oggi, grazie ai nostri emendamenti", ha dichiarato Gianmarco Corbetta (Movimento 5 Stelle). "E abbiamo ottenuto che nei Pgt siano identificate aree per la rigenerazione urbana. Ma nell'impianto generale la legge favorirà comunque il consumo di suolo".

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