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Il centro sociale Leoncavallo

Il centro sociale Leoncavallo

Leoncavallo a un passo dalla regolarizzazione, il sindaco Beppe Sala: "Trattativa in corso"

Anche la prefettura sta seguendo la vicenda. Contrario alla regolarizzazione il centrodestra

"Il Leoncavallo ormai è una parte della città e non credo che sia più il tempo delle polemiche. Nel rispetto delle regole si può fare una scambio con la famiglia Cabassi" (proprietaria dell'ex cartiera di via Watteau). È quanto ha detto il primo cittadino di Milano Giuseppe Sala rispondendo ai cronisti a margine di una iniziativa della Milano Food Week. Tradotto? Il centro sociale milanese è a un passo dalla regolarizzazione. E lo ha rimarcato lo stesso sindaco: "La trattativa è in corso ed è gestita con la supervisione della prefettura, ci incontriamo lì con gli attori interessati, per fare un’operazione non di puro scambio di diritti, ma anche con aspetti sociali".

Anni fa il Comune, con la giunta di Giuliano Pisapia, aveva pensato ad una permuta con due edifici di proprietà di Palazzo Marino: una palazzina in via Trivulzio e l'ex scuola di via Zama. L'operazione era stata proposta da Sinistra Ecologia e Libertà, ma la delibera non passò anche per l'opposizione del presidente dell'aula Basilio Rizzo (sinistra radicale) che lo vedeva come un "regalo ai Cabassi" che avrebbe fatto da "precedente" rispetto ad altri centri sociali occupati. La mancata regolarizzazione del Leoncavallo fu tra le cause dell'addio improvviso e burrascoso di Lucia De Cesaris, dimessasi da vice sindaco e assessore all'urbanistica.

Scambio di volumetrie

La strada scelta nel 2018 sarebbe invece quella dello scambio di volumetrie, che sarebbero trasferite in un'altra area sempre di proprietà del gruppo Cabassi per semplificare l'operazione. Servirebbe una variante al Piano di Governo del Territorio ma, innanzitutto, una valutazione positiva da parte dei Cabassi. Tuttavia il semplice scambio di volumetrie potrebbe apparire ancora di più un "regalo" rispetto alla permuta, che aveva quantomeno l'effetto di riqualificare le palazzine e l'ex scuola. C'è però da dire che Rizzo, rieletto nel 2016, non è più un consigliere di maggioranza. Che potrebbe quindi essere più compatta di anni fa in tal senso.

Il sì dei Cabassi

Nel frattempo le trattative stanno andando avanti "nel rispetto delle regole", ha precisato Sala. "Si può fare uno scambio tra la famiglia Cabassi, che restituisce l'immobile del Leoncavallo, e questo viene riassegnato in modo trasparente attraverso un bando a qualcuno che può fare qualcosa di pubblico". Contrario alla regolarizzazione del centro sociale il Municipio 2 (governato dal centrodestra) che hanno annunciato battaglia.

La famiglia Cabassi, attraverso la società L'Orologio, ha fatto sapere di essere favorevole a soluzioni per regolarizzare la situazione pur prediligendo il rientro in possesso del capannone. Dopo 23 anni e 87 richieste di sgombero, L'Orologio si dichiara disponibile a vagliare ipotesi compensative ma ha posto il 'paletto' di una "accettabile e rapida soluzione".

Il centrodestra contrario

Del tutto opposta la posizione dei politici milanesi di centrodestra. "I ricavi del Leoncavallo ammontano a circa 630 mila euro l’anno senza che abbiano mai pagato un affitto e le tasse delle quali sono vessate tutte le normali attività commerciali", protesta Samuele Piscina (Lega), presidente del Municipio 2: "Un’amministrazione normale dovrebbe difendere gli onesti cittadini per garantirgli i diritti fondamentali al riposo e il rispetto delle leggi. Purtroppo però il sindaco e gli assessori del Comune di Milano preferiscono girare la testa facendo finta di non vedere, garantendo il protrarsi della situazione d’illegalità sotto l’egidia delle istituzioni cittadine".

Di "favore assurdo che può far prefigurare un danno erariale" parla Silvia Sardone (Forza Italia), consigliera regionale e comunale: "Si vorrebbero concedere volumetrie in cambio di un immobile privato con il solo scopo di riassegnarlo a chi lo ha occupato illegalmente. E' francamente scandaloso che il sindaco inviti "ad accettare questa situazione", volendo sanare una situazione di totale illegalità e anni di abusi e comportamenti fuori dalla legge". 

"Sono totalmente in linea con le indicazioni dei nostri rappresentanti nel Municipio 2 che intendono indire un referendum per conoscere l’opinione dei cittadini in merito alla regolarizzazione del Leoncavallo", reagisce Alessandro De Chirico (Forza Italia), vice capogruppo in consiglio comunale: "Se il sindaco Sala vuole regolarizzare un abuso di cui sono vittime sia la famiglia Cabassi, sia i residenti del Municipio 2, è giusto conosca l’opinione di chi ne subisce le conseguenze, per questo mi offro fin d’ora per autentificare le firme che saranno raccolte".

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