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Domenica, 14 Aprile 2024
La missiva

Lettera dei leghisti lombardi a Salvini: no a Vannacci e agli "estremismi"

Una missiva firmata da 21 esponenti della Lega di Milano e della Lombardia spedita al leader del Carroccio

"Perché abbiamo smesso di dialogare con forze autonomiste e federaliste per fare accordi con chi non ha la nostra naturale repulsione nei confronti di fasci e svastiche?". Sono queste le parole e i quesiti riportati in una lettera firmata da diversi esponenti politici della Lega e indirizzata al leader del Carroccio Matteo Salvini. A firmarla ex parlamentari, ex consiglieri regionali e sindaci leghisti, principalmente lombardi. La critica arriva dopo la scelta di candidare alle europee "personaggi con forte marcatura nazionalista, totalmente estranei al nostro movimento" come il generale Roberto Vannacci, scrivono.

La lettera è stata siglata da 21 esponenti della Lega. Tra questi l'ex segretario del partito in Lombardia, Paolo Grimoldi. Presenti anche i nomi di Cristian Invernizzi, Jari Colla, Germano Racchella, ex parlamentari. Nella lettera si legge lo sconforto per il ruolo assunto dal partito, nell'isolamento politico: "In questi cinque anni nonostante la storica affermazione elettorale conseguita, la Lega è stata relegata ad un ruolo di importanza residuale sia nell'assemblea parlamentare che nelle altre istituzioni europee". 

Poi la conclusione: "Ti chiediamo inoltre dove sia finita, caro segretario, la tradizionale e giusta distanza che abbiamo sempre mantenuto da tutti gli opposti estremismi", con la scelta "per alcuni aspetti anche condivisibile, di non aderire ad una delle grandi famiglie politiche europee" che "non può comunque portare la Lega a condividere un cammino con partiti che nulla hanno a che fare con la nostra storia culturale e politica".

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